14 novembre 2016

Seminalis (Alessandro Gualtieri per Orto Parisi, 2016)

Quando Alessandro Gualtieri crea qualcosa di nuovo, per un motivo o per l'altro fa sempre discutere. 
Ed infatti di Seminalis, la nuova fragranza composta per il suo marchio Orto Parisi (sito qui), avevo sentito tutto e il contrario di tutto ben prima di poterla annusare. Ero preparata a qualcosa di strano, controverso, al limite di brutale, e invece...
E invece sono stata accarezzata, coccolata, confortata, letteralmente sedotta da un profumo di biscotti al burro appena sfornati, di pelle accarezzata dal sole, di latte caldo alla vaniglia.
Questo Seminalis è un vero profumo da frun frun (… non fatevi strane idee, frun frun è il suono delle fusa feline). 
In genere quando io percepisco i biscotti caldi al burro è perchè nel profumo c'è del sandalo naturale, e in questo caso potrei giurarci. Poi sento anche vaniglia, cacao, semi d'ambretta, del patchouli, forse dell'iris fiorentino. E qualche muschio bianco gessoso e polveroso che rinforza l'iris e l'ambretta. Se ho ragione, si tratta di uno tra i profumi con la formula più costosa che io abbia annusato quest'anno.
Eppure, nonostante vaniglia, cacao e biscotti, Seminalis non è affatto un profumo dolce o gourmand; anzi, le sensazioni che dominano sono secche, legnose, polverose, crepuscolari; forse è merito di quella nota tipo oud, secca, ruvida e lievemente metallica che Alessandro usa spesso, e che bilancia perfettamente qualsiasi tenerezza, aggiungendoci quello stimolo “Virile“, “Duro”, “Brutus” che evidentemente definisce la sua idea della virilità standardizzata (sono i nomi dei suoi profumi Orto Parisi: ne avevo parlato qui e qui).
Chi conosce il suo precedente lavoro “Boccanera” (sempre nella linea Orto Parisi) riconoscerà le stesse atmosfere crepuscolari, secche e poudrèe, che però qui vengono sviluppate al massimo.
Questa linea Orto Parisi mi piace sempre di più, trovo ogni fragranza uscita finora interessante e divertente da indossare, e non è qualcosa che capiti spesso.
Poi possiamo discutere fino a domattina del perchè una si chiami “Stercus”, un'altra “Seminalis” o “Brutus”, della provocazione sessuale e di tutto il resto. Però mentre discutiamo, io intanto indosso e cerco di capire cosa mi dice la pelle.
E la pelle mi dice che questo Seminalis ha un tono diverso dai profumi che Alessandro ha composto precedentemente, lo sento più intimo, privato. Alla fine, il liquido seminale è un dono di sé che l'uomo fa alla sua partner e questo profumo, che ne porta il nome, mi sa proprio di dono.

Ps
Forse noi ragazze siamo fin troppo abituate ai “Duro”, ai “Brutus” e a tutti i loro amici dal testosterone galoppante. Belli, intriganti e per un po', anche eccitanti. Però alla lunga stancano.
In certi giorni l'unica cosa che desideriamo è qualcosa che ci faccia fare frun frun...

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