26 settembre 2008

Intervista/Interview: Pierre Guillaume (Parfumerie Generale)

PLEASE SCROLL DOWN FOR ENGLISH TEXT!

Pierre è una gioia a parlarci. Perché s’interessa di tutto in un modo serio e insieme divertito. Ha l’aria di uno che si sta ancora domandando perché la gente si ostini a volerlo intervistare. Dà l’idea che le fragranze che compone siano un suo divertimento privato, più che un business. E questo mi è piaciuto molto. Ma perché ogni volta che intervisto qualcuno di cui ammiro il lavoro, poi va a finire che lo ammiro anche come persona? Forse perché nella profumeria non puoi fingere?
Voglio dire, barare con le parole è abbastanza facile, con la pittura già meno, con la musica ancora meno (quel che sei, “suona” e non ci puoi fare niente), e con il naso ancora meno. Forse. Ci sto ancora pensando ed eventuali contributi alla riflessione sono i benvenuti.

La prima cosa che gli ho chiesto è la visione dietro alle sue fragranze e lui mi ha raccontato che più che avere una visione, ha un leit motiv: l’originalità. Quel che desidera è fare qualcosa di diverso, qualcosa che sia riconoscibilmente suo. Ogni volta che sta seguendo un’idea e ha una fragranza già mezza imbastita, la fa annusare ai suoi amici e parenti: se gli dicono “Ah questo mi ricorda quel tal profumo XYZ” lui lo interrompe e lo cestina, perché evidentemente non abbastanza originale per i suoi gusti.
Il concetto su cui batte più volte, che io sento che gli interessa davvero farmi capire, è che lui non desidera ricreare la Natura o delle impressioni naturali, lui desidera semplicemente portare alla nostra soglia d’attenzione qualcosa che la Natura ha costruito –perfettamente- e di cui forse non ci siamo accorti. Attraverso le sue fragranze, vuole portare alla soglia di un’attenzione consapevole quello che la Natura ha creato per noi. Come l’aroma dei capelli di un neonato, che si trova nel Louanges. Voleva mettere insieme il profumo della felicità assoluta, così ha pensato che uno dei momenti più felici nella vita di una persona è quando scopre che un bimbo è in arrivo e che diventerà genitore. Così, ha fatto analizzare il capello del suo figlioccio appena nato e dentro ci ha trovato una serie di cose inaspettate (tra cui la banana), molte delle quali poi sono finite nel suo profumo. Mentre lo provavo mi ha raccontato che in questo profumo ci sono alcuni elementi legati a riti sacri: l’incenso della tradizione cattolica, il benzoino di quella orientale, il legno di guaiaco, che è il materiale di cui –si dice- era costruita l’Arca di Noè. Eppoi la neroli che protegge le sposine -credenza che ha creato la tradizione dei fiori d’arancio per i matrimoni- e i gigli bianchi, simbolo di purezza. Louanges però (mio modestissimo parere) di puro e religioso non ha nulla, secondo me invece è potentemente sensuale e conturbante. E bello!
Allora gli ho chiesto quali sono i componenti con cui gli piace lavorare e mi ha detto che all’inizio, essendo un chimico di tutt’altro settore, lui non conosceva nessun componente odoroso. Non avendo mai studiato profumeria, non aveva una formazione classica da “naso”e quindi gli olii essenziali, le assolute, le molecole sintetiche, non le conosceva. Quando ha iniziato a comporre la sua prima fragranza, Cozè, usò quasi tutti i componenti che aveva imparato fino ad allora: 62 su 68. Per Cuir Venenum gli ingredienti furono ben 222 (ha studiato molto…), mentre in Jardin de Kerylos gli ingredienti si riducono di nuovo: solo 15.
Gli piace molto il cashmeran, e qui concordiamo sul fatto che regali ricchezza e complessità alle fragranze, in Aomassai ne ha messo ben il 9%, ed il risultato è un boscoso muschiato particolare, caldo e legnosissimo.
I nomi sono evocativi, li scegli tu?
Sì. Sono ricordi, giochi di parole, che evocano qualcosa che per me ha un significato ed un rapporto diretto con la fragranza. Ad esempio Cadjmere è un mix tra le parole cashimr, mare e madre: come l’abbraccio caldo di un pullover o di una mamma, e l’abbraccio del mare), i Jardin de Kerylos sono un luogo reale, Felanilla è un mix tra la parola felino e la parola vaniglia e così via. Drama Nuuit suona bene, è il nome di un locale di Parigi (ma non vi dirò quali attività vi si volgono dentro).
Alla domanda “Quali profumi indossi?” risponde sorridendo che lui indossa solo quello che sta componendo, per studiarne l’evoluzione sulla pelle, la persistenza, l’uscita delle note ecc. e quindi la pelle gli serve per scopi “lavorativi”.
Poi mi ha presentato le due fragranze nuove: Felanilla e Drama Nuuit. Per la parte "vaniglia" di Felanilla ha usato l’orchidea (lo stesso concetto di vaniglia fresca e fiorita di Vanilia dell’Artisan Parfumeur), ma qui è affiancata all’animalys, una molecola che dà un’idea di “pelliccia”, che si lega a spezie e legno di guaiaco in un gioco dolce/fresco non immediatamente accattivante, che si scopre meglio dopo un pò. Il secondo è un gelsomino insolito, sembra messo sotto un neon fluorescente. Particolare, lui ci punta tantissimo perché non è decisamente maschile né femminile, e va bene a tutte le ore ed in qualsiasi circostanza (da gentleman quale è, lui dice “va benissimo per la cena, ma anche per il dopocena”). Lo abbiamo provato su di lui (io avevo profumi già fin sui capelli!), e sulla pelle si trasforma parecchio rispetto alla mouillette.

Abbiamo chiacchierato anche del lavoro e di quanto tempo dedichiamo alle passioni, e siccome la sua passione principale è il suo lavoro, lavora circa 12 ore al giorno e arriva alla sera esausto e senza energie per fare nient’altro. Per ora, perché non sa se la sua curiosità e la sua voglia di fare cose che lo mettono alla prova, gli permetteranno di stabilirsi definitivamente nel mondo delle fragranze! Sta programmando un altro paio di uscite, tra cui una ispirata alla Sicilia e poi… vedrà. E noi vedremo.
Gli artisti il cui lavoro lo ispira, in campi diversi, sono Alberto Morillas (M7 di YSL, Omnia di Bulgari, cK One di C. Klein, Le Baiser du Dragon per Cartier) e Annick Mènardo (Hypnotic Poison di Dior, Lolita Lempicka) nell’ambito della profumeria, Gustav Klimt e Tamara de Lempicka per quanto riguarda la pittura, Newton e Roversi per la fotografia (oltre a due giovani, Giraudel e Tanguy), Karl Lagerfeld per la moda. “Lo seguo da tanti anni e ogni volta riesce a creare sempre qualcosa che mi sorprende, qualcosa di completamente diverso dalla collezione precedente. Nella musica Madonna, perché ha una straordinaria capacità di reinventare continuamente sé stessa, creando e ricreando personaggi e generi sempre nuovi. Sono andato a sentire il suo concerto un paio di settimane fa, e sebbene l’ultimo album non mi abbia fatto impazzire, lo spettacolo mi è piaciuto molto, è lei l’ultima vera Star dello spettacolo”.
Ringrazio moltissimo Pierre per avermi dedicato tanto tempo ed energie, per me è stato davvero un piacere fare la sua conoscenza!
ps
C'è anche una breve intervista video, ve la posterò più avanti....
ENGLISH TEXT
Pierre is a joy to meet. Because he’s interested in everything and keeps asking both serious and funny questions, and seems to be still wondering why people persist in wanting to interview him. His ways convey the idea that fragrances are his own private fun rather than business. Frankly, I liked a lot. Why every time I interview someone whose work I admire, then I get to appreciate also the person? May be because with perfume you can’t pretend? I mean, cheating with words is quite easy, everybody learns how to do it sooner or later; cheating with painting is less easy, with the music is even less easy (what you are, resonates in your music and you can’t disguise), but the nose never fails to smell a fake. Maybe. I'm still meditating on this and contributions are very welcome. The first thing I asked Pierre concerned the vision behind his fragrances: he told me that more than a vision, his perfumes share a leit motiv: originality. He wishes to do something different, something that is recognizably his. Every time he’s composing a scent he asks his friends and family to smell it even at early stages: if they say "Oh this reminds me of that perfume XYZ" he trashes it because evidently not enough original for his tastes. This is a concept he highlights several times, I sense that he really wants me to understand this fully. His aim in perfumery is not to recreate natural impressions, he just wants to bring to our attention something that Nature has built -perfectly- and which generally passes unnoticed. By his fragrances, he tries to help us become aware of what Nature has created for us. Like, for example, the hair smell of a newborn baby, which he used in his Louanges perfume. He wanted to confection the fragrance of absolute happiness, so he thought that one of the happiest moments in a person's life is when he/she discovers that a baby is coming into his/her life.
So, he analyzed the hair of his newborn son-in-law finding a bunch of unexpected things (including banana), many of which later ended up in his scent. While trying it, he explained to me that he used some materials related to religious rituals: incense of the catholic tradition, benjoin of oriental rituals, guaiac wood, which is the material which -they say- Noah’s ark was made of. And then neroli which traditionally protects brides –the use of orange flowers in weddings is an output of this ancient tradition- and white lilies as symbol of purity. But Louanges (my modest opinion) has nothing of pure religion, I got it as powerfully sensual and provocative. And beautiful! Then I asked him which components he likes to work with. He explained that at the beginning, being a chemical of another industry not related to perfumery, he didn’t know any odorous component. He had no classical “nose” training and didn’t know essential oils, absolutes or synthetic molecules. When he started composing his first fragrance, Cozè, he used almost all the materials he had learned until then: 62 out of 68. In Cuir Venenum there are already 222, while in Jardin de Kerylos ingredients are reduced again to only 15. He loves cashmeran, we both enjoy the richness and complexity of this note; in Aomassai he dosed it at 9%, with a particular woody musky, very warm result. The names are evocative, do you choose them? Yes, they are play on words, or evoke something in me that shares a meaning and a direct relationship with the fragrance. For example Cadjmere is a mix of the words cashimr, sea (mer), and mother (mere): as the embrace of a warm sweater, of a mother, of the sea. Jardin de Kerylos is a real place, Felanilla is a mix of the word “feline” and the word vanilla and so on. Drama Nuui sounds good, is the name of a Lounge bar in Paris (but I won’t tell you what activities take place inside). When asked "What scents do you usually wear?" He answers that he wears only what he is composing to study the evolution on the skin, the persistence, the release of notes, etc.. thus skin serves him as a “job device”.
Then I was introduced to his two new fragrances: Felanilla and Drama Nuui. For the "vanilla" aspect of Felanilla he used orchid (the same concept of real orchid flower as in Vanilia by L’Artisan Parfumeur), but he’s moulded it into animalys, a molecule that conveys a "fur" idea. This accord binds to spices and Guaiac wood in a sweet/cool balance not immediately catchy, but thoroughly enjoyable after just a little bit. The latter is an unusual jasmine, like laid under a fluorescent neon. He loves the fact it isn’t decidedly masculine nor feminine, but wearable at all hours and in all circumstances (he gentlemanly says "it’s good for dinner, but also after dinner ;-)"). We also talked of how much time we devote to work and to passions, and because his main passion is his work, he works about 12 hours a day and in the evening he’s exhausted and without energy to do anything else. For now, he doesn’t know whether his curiosity and desire to challenge himself will enable him to settle permanently in the world of fragrances! He’s planning another couple of releases, including one inspired to Sicily and then he’ll see... And we'll see with him. Artists whose work inspires him, in different fields, are Alberto Morillas (M7 for YSL, Omnia for Bulgari, CK One for C. Klein, Le Baiser du Dragon for Cartier) and Annick Menardo (Hypnotic Poison for Dior, Lolita Lempicka); Gustav Klimt and Tamara de Lempicka as far as painting is concerned, Newton and Roversi for photography (as well as two young artists, Giraudel and Tanguy), Karl Lagerfeld for fashion. "I’ve been following him for so many years. It’s amazing how he manages to create something that always surprises me, something completely different from the previous collection. Madonna in music, because she shows an extraordinary ability to continually reinvent herself, creating and recreating characters and new genres. I went to see her concert a couple of weeks ago, and although I didn’t go crazy for her last work, I really enjoyed the show; she’s the last real Diva in the showbiz". Thank you very much Pierre for having devoted so much time and energy to me. It was really a pleasure to know you!

ps There is also a short video interview in English, I’ll post it later

12 commenti:

Diakranis ha detto...

ma tu gliel'hai detto che è proprio un bell'uomo?
;-)

che peccato non averci potuto parlare!

gretel ha detto...

si può barare con un profumo come con le parole? l'olfatto è forse il senso meno "addomesticato" e legato in modo immediato alle percezioni: le reazioni a questo o quello odore non hanno filtro razionale e probabilmente chi lavora con odori ed essenze, pur esperto,convive tra razionalità e imprevisto ingovernabile, un cerchio che non può diventare un quadro. mi piace pensare al profumo come un film, che è un progetto corale di più persone come sceneggiatori, attori, regista ecc che mirano ad un risultato ma...magia! una volta proiettato sullo schermo, il film ha un suo senso, che non è la somma delle parti di chi lo ha prodotto ma ha vita propria. grazie Berg & Benz, mi hai dato un quadro ampio e variegato di questo bravissimo compositore di note olfattive. non sono ancora in grado di dare un giudizio completo sulle profumazioni perchè ne ho sentite pochine - unica certezza è che cadjmere non è nelle mie corde - ma che sia assolutamente originale è fuor di dubbio. negli ultimi tempi si sono sentiti troppi dejà vu olfattivi e la creatività scarseggia.
piccolo inciso: ma cosa succede in questo drama nuuit parigino? vado con la fantasia? ;-)

sauvage ha detto...

Sarà, ma a me questo marchio proprio non piace!
Sinceramente non ci trovo nulla di così innovativo e originale,l'unica cosa interessante che trovo è il pakaging e l'idea dei numeri, e poi,sta storia che si distilla le essenze da solo, mi sà tanto di "bufala galattica"...!!!

Anna Maria ha detto...

Bellissima intervista.
Per riallacciarmi a cosa ho scritto nel f di Adj. posso dire che le fragranze di PG che ho sentito non mi erano molto affini, l'africa, il fumo di legni in sottofondo, cfr Aomassai, etc.
Vedro' di sentire Louanges profanes

ADJIUMI ha detto...

Intervista molto interessante....e non solo l'intervista :-)
Voglio conoscere meglio le sue creazioni, ammetto di aver avuto pochi "contatti diretti" con la questa casa profumata.
Leggevo e sognavo, cercavo di rispondere alle tue domande, come se fossi stato io il creatore...
Curioso il passaggio della scelta dei nomi.

Grazie amica, per avermi fatto conoscere meglio il signor Pierre.

Davide ha detto...

Mi ha scioccato un po' sapere che nei capelli dei bimbetti c'è la banana...
Bella intervista B&B! Davvero! Molto professionale, devo dire. E' una persona curiosa Pierre: un profumiere a tempo determinato?
Comunque mi sono convinto almeno ad andare a provare le sue fragranze. Mi hanno detto che a Milano c'è addirittura un negozio monomarca. Ma non ho a dire il vero ben capito dove si trovi. Richiederò.


Ps: sono in attesa che mi arrivi la guida di Turin. Su Amazon c'è un preview dell'indice, con l'elenco dei prfumi premiati con le stelle. Debbo essere onesto: alcune cose mi hanno lasciato perplesso... 3 stelle a Bois d'Ombrie e Sienne l'Hiver... Sono curioso di leggere!

Anonimo ha detto...

Ciao Skand@....complimenti per l'interessante intervista....

ho sentito quasi tutti i Parfumerie Generale, bel packaging, originali nelle denominazioni dei singoli profumi, interessante lo "studio" che c'è dietro...in realtà non sono riuscita a coglierne lo spirito fino in fondo, è la loro "signature" che proprio non mi appassiona ....l'unico che mi ha emozionata è l'Ombre Fauve che davvero mi ha richiamato alla mente ed ai sensi quelle atmosfere tipicamente africane (che personalmente adoro), la quiete così eloquente di quei tramonti in cui tutto si tinge di quel caldo ed unico rosa-arancio,il passo felpato di un leopardo...a me è piaciuto proprio perchè è un profumo silenzioso, meditativo...non a caso il momento in cui preferisco metterlo è la sera...

Sono però molto curiosa di provare il Louanges soprattutto per le intenzioni che ci sono dietro....astrarre il profumo di un neonato....me lo immagino un profumo caldo e materno, e come sai, essendo una madre, non posso farmi sfuggire questa occasione....

Un caro saluto Elmifra

Giovanni ha detto...

Ciao B&B! Complimenti per la tua intervista, è molto bella e puntuale, mette in evidenza gli aspetti della persona più che quelli del profumiere. Purtroppo devo dirti che io non amo molto Parfumerie Generale. Non lo trovo interessante perché, a dispetto del prezzo, dal punto di vista olfattivo lo trovo cheap. Inoltre delle persone che hanno avuto l'opportunità di parlare con lui mi hanno detto delle storie inenarrabili: distilla lui stesso, usa un procedimento con lampade UV e dice che i suoi profumi, nel giro di 10 minuti, non li sente chi li indossa, ma soltanto chi gli sta accanto. Insomma, tutta una serie di banalità che mi sembrano dette per creare il personaggio, l'alchimista e che hanno poco di reale. Da questo punto di vista lo associo alla Casoli di Il Profumo e alla sua storia degli Osmoparfum. Ma perché la gente vuole aggiungere magia al profumo quando ce n'è già abbastanza in una miscela di materie prime, alcol e acqua?!?

Per quanto riguarda il Cashmeran trovo che il 9% non sia una concentrazione così elevata all'interno di una formula (90/1000). Si può parlare di surdosage di una materia prima quando ne hai dal 30% in su. Allora vogliamo parlare di Escentric Molecules? Nel loro primo profumo c'era il 63% di ISO E Super, quello si che è un surdosage! Inoltre il cashmeran è un muschio legnoso, ovvero un legno muschiato. In molti profumi, soprattutto commerciali, l'ISO E Super e la Galaxolide vengono utilizzati per riempire le formule con costi bassi. E nessuno si mette a sventolare la propria originalità. Pierre Guillame sarà pure una persona carina, ma lo vedo alquanto inconsistente... Mi dispiace per chi lo ama, ma volevo esprimere il mio giudizio.

Scusate ancora

Giovanni

Anonimo ha detto...

http://www.iff.com/Ingredients.nsf/0/
F84DF86F52EFAE3580256993002F3AF4

dosatura normale di questa molecola: delle tracce fino a 2%

:-))))

Davide ha detto...

Caro Giovanni, di che?
Io ricordo di essere stato ben più duro con Montale (quando Diakranis mi rimproverò di averli definiti "schifezzuole" - bhe... su Cuir d'Arabie non ho cambiato idea! ;-P).
Ieri mi è stata data una perla di saggezza, che credo validissma per la profumeria di nicchia: in breve, trattandosi di profumi di carattere - anche quando non sembrerebbe - possono suscitare ripungnanza o adorazione. Credo proprio perché dietro non ci sta solo un "intruglio" ma una "filosofia". Quindi... Mah! direi che è lecito dissentire anche essendo un po' tranchant.
Detto questo, non ho mia sentito nulla di PG. Spero mi capitino a tiro per curiosità.

Chi mi dice qualcosa di Keiko Mecheri invece? Ho sentito Genie des Bois e devo dire... non male!

Buona giornata a tutti!

Giovanni ha detto...

ISO-E-Super - dosatura normale di questa molecola fino al 10 %
(fonte http://www.iff.com/Ingredients.nsf/0/E69A1213546C4F8B80256993003995C6)

Tuttavia questo nella profumeria "normale". Ciò non toglie che in una profumeria "anormale" (che è quella che amo) esistano dei profumi in cui è presente anche al 65%!

;-))

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Gretel, che bello quel che hai scritto, sono d'accordo con te al 101% (sì, vai pure con la fantasia, secondo me ci prendi di sicuro).
Bello, bello quando i discorsi prendono una bella piega dialettica e chi sa risponde, e chi ha un'opinione la tira fuori... evviva! Qui ognuno è libero di dire quel che pensa. Per quanto riguarda le creazioni di Monsieur Guillaume, alcune le devo ancora sentire e dopo averci parlato e aver letto i vostri commenti non vedo l'ora di scoprirle tutte-tutte.
Sauvage, certo che se il compositore è un personaggio egli stesso, se si possono raccontare storie interessanti su di lui, un pò alchimista un pò mago, le fragranze si vendono meglio! Però quando spruzzi ed esci di casa, è solo la fragranza che esce con te e accompagna la tua giornata, il compositore resta a casa sua, e quando si sceglie un profumo, questo bisogna tenerlo sempre a mente!
Davide, il libro di Turin può far arrabbiare per questi voti espressi in stelline... in alcuni casi non mi trovo d'ccordo nemmeno un pò, ma so anche che i gusti sono gusti... Quello che invece trovo interessante e godibilissimo -il vero motivo per comprare il libro- sono i racconti delle fragranze, quelli che accompagnano la votazione. Lì c'è una miniera di roba da imparare, scritta benissimo, divertente e di grande apertura mentale.

Giovanni, ma che meraviglia è il cashmeran? Sto preparando un post sulle molecole sintetiche per il forum di Adj e nel riannusare il cashmeran ho sospirato... Quando qualcuno dice che le molecole sintetiche "sanno di sintesi", sono meno intense, evocative, insomma più cheap, penso al cashmeran -e ad altre- e mi viene un bel sorrisone beato... meno male che ci sono... certo, con la potenza che ha, surdosare il cashmeran sarebbe diverso dal farlo con l'Iso-E-Super o con la Galaxolide: significherebbe ammazzare un pò la complessità di una composizione, ma è pur vero che la creatività può non avere mai fine! Grazie per la precisazione e anche per link!