14 settembre 2008

Nez à Nez, Miller Harris, L'Artisan Parfumeur,

Stamane il cancello di Palazzo Corsini si è aperto tra scrosci di pioggia e un cielo grigio. "Pazienza -ho pensato- toccherà ai profumi farci sorridere e scordare la pioggia". Ed infatti così è stato. Ha piovuto quasi tutto il giorno ma secondo me molti sono venuti lo stesso, anche alcuni amici che scrivono qui sul blog. Come al solito non vi dirò chi c’era e chi non c’era… siccome posto le foto, non è detto che tutti abbiano voglia di appiccicarci sopra il nome, quindi per rispetto preferisco non essere io a dirlo. Dopo abbracci e presentazioni ci siamo diretti verso la seconda limonaia, ad annusare le novità in casa Herbarium, è cioè le 10 fragranze Nez à Nez.
Questa linea nasce come tentativo di Christa Patout di esprimere attraverso l'olfatto i concetti espressi nei quadri di suo marito, Stephane Humbert Lucas. Cioè, lui dipinge e lei compone fragranze, con gli stessi concetti. Già questo mi sembrava interessante.

A dire la verità il giro è iniziato con le 4 fragranze di Morgane Le Fay, senza nome perché distinguibili in base al colore: rosa, azzurra, gialla, verde, che tratteggiano l’identikit di quattro tipi femminili con caratteristiche diverse. Poi mentre aspettavamo di poterci avvicinare i flaconi di Nez à Nez abbiamo annusato la linea nera di Miller Harris, con un Piment de Bois e un Petit Grain davvero piacevolissimi e brillanti, che già mi avevano colpita al Cosmoprof e che aspettavo di riprovare qui, visto che a Genova non li ho trovati; qualcuno ha voluto "ripassare" la Tuberosa e le Foglie di Tabacco. Io trovo i profumi in crema di Miller Harris deliziosi, e lì ce n’erano alcuni da testare.

Dopo un po’ lo spazio davanti alle fragranze Nez à Nez si è liberato e abbiamo cominciato a spruzzare come matti su queste piumette rosse che vedete nella foto, che in effetti diffondono bene le note soprattutto di fondo. Piacevoli da sventagliare e argomento di conversazione loro stesse. Io mi sono buttata sul Muschio e poi sull’Atelier d’Artiste (che conoscevo già e di cui trovate la recensione qui), che mi sono sembrati davvero molto buoni. Bal Musquè, in particolare, devo dire che è quella che mi è piaciuta di più: animale, umido e dolce come ce ne sono pochi in giro. Oggi quando si dice muschio si intende qualcosa di fresco, fiorito, etereo (etereo…ma quando mai? Avete presente da dove esce il VERO muschio, vero? Quello animale, intendo. Quello che le sostanze di sintesi cercano di ricreare. E’ un secreto delle ghiandole sessuali di un piccolo cervo- ma anche di altri animali- e quindi non gli esce certo dalle orecchie), peccato che certi bei muschi macrociclici carnali e "fisici" che davano calore ai profumi dei decenni scorsi non siano più utilizzati, avrebbero fatto la felicità mia e di tante altre persone che ora non sanno più dove andarseli a cercare. Ecco, questo di Nez à Nez ci si avvicina, ed è per questo che mi è piaciuto così tanto, perché non mi pare di averne sentiti altri, così. E’ sporco, fisico, ma insieme delicato, per nulla pesante, portabilissimo.
Poi siamo andati nella prima limonaia e lì abbiamo impiegato 2 ore e mezza per fare 40 metri. Non perché fosse difficile muoversi, ma perchè ogni metro era stipato di fragranze meravigliose, lasciate lì per noi... una follia, ci sarebbero voluti 5 giorni per testare nbene tutto.
Passando davanti a Lubin ci siamo fermati a sentire l’Eau Neuve, un fiorito fresco e moderno, un Vetiver verde e classico, molto chic che ci ha ricordato quello di Guerlain, e l’Idole della Giacobetti, visionario, liquoroso, ruvido, oscuro, con un accordo di rhum eccezionale.
Poi siamo andati a sentire la nuova Eau de Liane dell’Artisan Parfumeur, che abbiamo trovato piacevole ma che però non ci ha fatti sospirare come speravamo (è da riprovare di sicuro); quello che invece ci ha sorpreso è l’estratto di Mora e Muschio, creato per festeggiare i 30anni dalla nascita di questa storica fragranza.
Più che la mora, qui esce il muschio: laddove l’originale può essere un po’ troppo dolce per alcuni, l’estratto ha solo una punta di mora e per il resto è un bel muschio brillante. Ottimo!

Poi ci siamo trovati a scambiarci un po’ di pareri su alcune fragranze di Dyptique e dopodiché ci siamo spostati.
Il bello di questi incontri è che c’è così tanto da raccontarci, la passione è così forte che crea un legame, una complicità tra tutte le persone che partecipano, e le differenze tra chi ha annusato e studiato di più e chi meno, si annullano dopo i primi 5 minuti.
Io lo trovo bello, anche perchè mi permette di imparare tantissimo: gli stimoli che escono così, in maniera discorsiva e informale sono sempre così tanti che dopo ogni incontro ho da studiare per settimane, grazie a quello che i partecipanti dicono e fanno, i loro gusti, le loro impressioni!

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Sui muschi naturali: Ho letto su questo sito varie orrende cose sull'estrazione dei muschi:
http://profumo.it/internet-documents/index%20muschio.htm

Molti animali vengono uccisi per questo, e molti torturati a lungo per estrarne la preziosa essenza per cui PER FORTUNA adesso si usano quelli di sintesi! Il pensiero che per un effimero, effimero piacere olfattivo si possa torturare un animale non mi va proprio giù.
E sono un'appassionata di profumi e non sono vegetariana, un controsenso? Può darsi però intanto da qualche parte bisogna cominciare, partiamo dall'effimero!
No?
flinndudu

ADJIUMI ha detto...

Sono rimasto davvero affascinato dallo sniffare i Nez à Nez su quelle piume colorate che mi accarezzavano la punta del naso.
Ne ho sentiti pochi, ma ottimi, ricordo Bal Musquè su tutti, ma ho intenzione di risertirli meglio e tutti.

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ciao flinndudu, come hai ragione! Vegetariana e appassionata di profumi non è un controsenso e la sintesi in questo caso ci aiuta! Io mi riferivo ai muschi sintetici, quelli "prima maniera" estratti a fine '800 dalla nitroglicerina, i muschi macrociclici, caldi, dolci, carnali. Pelle di putto. O di Marilyn. Assolutamente meravigliosi. Con alcuni possibili effetti collaterali sull'ambiente, quindi è un bene che li abbiano tolti. E' che, con i passi avanti che la tecnologia ha fatto finora, mi sorprende che le alternative più usate oggi non siano all'altezza...

Adjiumi, Bal Musquè è il muschio più carnale che abbia sentito ultimamente, quando lo risenti con calma, fammi sapere tutto ok?

Giovanni ha detto...

Ciao B&B, e che ne pensi di L'air de Rien di Miller Harris, a proposito di Muschio?

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ciao Giovanni, Air de Rien mi piace moltissimo, lo trovo affascinante ed enigmatico. Non ricordavo che ci fosse un muschio interessante, me lo devo risentire al più presto!

Giovanni ha detto...

Se dovessi classificare Air de Rien penso che lo metterei nella famiglia Ambré, intesa come da classificazione SPF. Tuttavia la sfaccettatura prevalente è quella muschiata. C'è un tono di muschio molto bella che ha la testura dell'ambretta, la morbidezza della Galaxolide, un leggero tocco aromatico di semi di angelica, un sottilissimo accenno di warm milk e un gradevole tono di etil vanillina... Ma quanta sintesi! Eppure è stupendo!

Baci ;-)

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Allora DEVO risentirlo. Definitivo!