23 novembre 2012

Le tre candele profumate di Gini Fragranze


Durante Pitti Immagine Fragranze, lo scorso settembre, ho avuto modo di passare un po' di tempo con degli amici che non vedo spesso, ma con cui negli anni si è costruita un'amicizia deliziosa, che mi fa stare bene e mi stimola tantissimo. Sono persone che amano il profumo come me ma lo capiscono molto più di me, e tramite loro faccio sempre scoperte interessanti. A settembre, ad esempio, mi hanno fatto conoscere le candele di “Gini Fragranze”, di cui vi parlo oggi.
Francesco, il creatore del marchio “Gini Fragranze” (sito qui) è un bel veneto di quasi due metri e dal sorriso disarmante, che provenendo da una famiglia di viticoltori multipremiati e di fama internazionale (sito qui) ha la passione per i gusti e gli odori della sua terra, e le idee chiare su come raccontarli agli altri. 



Si è quindi rivolto al team “inFragranti Parfumeur” -artisti che hanno la capacità di trasformare delle “semplici” candele profumate in acquarelli emozionanti- e con loro ha composto le prime tre candele: “Contrada Salvarenza”, “Colle Foscarin” e “Campo Casanova”, presentate a Firenze lo scorso settembre (ok, non c'entra niente ma devo dirlo: all'evento di presentazione Francesco ci ha fatto degustare il Recioto Gini prodotto, appunto dell'azienda della sua famiglia e vi assicuro che è da svenimento: se potete andatelo a cercare e ringrazierete il Dio Bacco per questo regalo).

Ho deciso di descrivervele trascrivendo -per una volta- parte di quello che si trova sul loro sito, perchè risponde perfettamente alla sensazione che le candele offrono quando le si utilizza: io non avrei saputo fare di meglio.
Contrada Salvarenza: “Un mattino ci svegliamo e qualcosa è diverso. 
Le fredde nebbie invernali si sono dissipate, la luce è più gialla e l'aria è più densa. I mandorli e i ciliegi, quasi di nascosto, sono fioriti (...) È il momento del grande risveglio. È giunta l'ora di tornare a fare”. Ed in effetti devo dire che la candela ha un sentore fresco e verde che non ricorda solo la prima erba primaverile, ancora tenera, i primi fiori bianchi coperti di rugiada, ma anche qualche aroma di pregio, come elicriso e assenzio, forse un tocco d'incenso per ulteriore freschezza. Questa è una di quelle candele capaci di “tirati su” l'umore e farti sorridere nei momenti un po' così.
Colle Foscarin: Per cercare riparo dall'afa della valle, i giovani si arrampicano sul colle. Son corse, inseguimenti, zig zag tra le vigne, urla, grida, risate. È il sole che li benedice nel suo abbraccio (...) È la terra che nutre tutto senza far rumore.” Questa candela è un tripudio di aromi dell'orto (sento le foglie del pomodoro, la salvia), ed è secca e luminosa come un'accecante giornata estiva: quasi ci senti le cicale frinire dentro!
Campo Casanova: “Quando i mosti ribollono, negli uomini vibra all'improvviso il desiderio di tornare nei campi. Trasfigurate si sono però le loro vigne. Spogli scheletri di corteccia bagnati dalle piogge. Ruvidi i tronchi come ruvide sono le loro mani (…) Tutto sta tornando nel ventre profondo della terra. Tutto è immobile nostalgia. È l'ultimo sospiro prima del lungo silenzio.” Ed infatti la candela è fruttata di mosto, affumicata come un caminetto acceso, deliziosa di mirra e benzoino... mi fa venire voglia di avere un caminetto, per accoccolarmici davanti con una tisana bollente, dei dolcetti speziati, un gattone morbido in grembo.

Le materie prime usate sono perlopiù naturali, di ottima qualità e in alta concentrazione, e anche la cera usata è perfetta, brucia in maniera uniforme e poiché è di colore verde, liquefacendosi crea un bellissimo effetto con il bicchiere bianco. Sembra quasi olio profumato!

Alla presentazione delle candele mi è piaciuto tantissimo vedere Francesco e il suo papà Sandro maneggiare bottiglie di fantastico Soave Gini e candele profumate con la stessa attenzione e sensibilità, come se alla base di entrambi i prodotti ci fosse la stessa eredità gustativa/olfattiva tramandata di generazione in generazione, che si esprime in modi -tutto sommato- molto simili. E' stata una visione che mi ha fatto molto bene.

3 commenti:

iodine ha detto...

Voglio Campo Casanova subito!!! Chissà se si trovano a Milano...
Ciao!

marzipan_28 ha detto...

Continua la tendenza delle case produttrici di vini/spiriti a diversificare la produzione sperimentando linee di profumeria. Se i risultati sono quelli che ci illustri così bene, ben vengano!

Marika Vecchiattini ha detto...

Ciao Iodine! Non so ancora chi li distribuirà, però hanno una pagina facebook su cui puoi chiedere info, e Francesco è una persona veramente gentile!

Marzi, devo dire che sì, c'è in atto un trend. Tra l'altro il creatore di queste tre è lo stesso di quelle del Castello di Ama, e sebbene siano diversissime tra loro, ci senti un vero amore per la natura, e forse è quello, che mi ha conquistata.