22 agosto 2013

Il nuovo Parfumeur Maison di Chanel (1/2)


A luglio la Maison Chanel ha comunicato il nome del nuovo Parfumeur Maison, destinato a sostituire Jacques Polge, ormai in carica dal 1978 (tra i capolavori che portano la sua firma ci sono Antaeus, Coco, Egoiste, Allure e tutta la linea "Exclusifs").
Il nuovo compositore, che entrerà in azienda tra poche settimane è... Olivier Polge.
Cioè il figlio di Jacques.
L'azienda ha fatto sapere che Olivier entrerà con il ruolo di deputy di suo padre (... una sorta di vice) per diventare Parfumeur Maison tra un paio di anni, nel 2015.
Questa scelta mi ha positivamente sorpresa: Olivier Polge è ancora giovanissimo e la fiducia nei giovani talenti mi piace sempre molto.
Poi però ho pensato che questa mossa "puzza" di nepotismo, e il pensiero non mi è piaciuto: pensavo fosse un problema solo italiano! Invece no. In Francia, chi compone fragranze trova perfettamente normale tramandare il lavoro ai figli. Intanto perchè i posti a disposizione sono pochi, poi perchè l'apprendistato è lungo e non c'è quasi modo di imparare il lavoro se un familiare non lavora già nel settore, eppoi perchè i figli che vengono esposti al mondo dei profumi assorbono fin da piccoli competenze, stimoli e abilità che i loro coetanei acquisiranno solo dopo anni e anni di apprendistato. Per questo nella storia della profumeria le dinastie familiari sono piuttosto comuni (vedi Roudnitska, Robert, Ellena, Guichard, Fraysse ecc,) senza contare che diversi creatori sono imparentati tra loro in modi meno visibili (coniugi, zii ecc). Quindi, nell'ottica settoriale della cultura profumiera francese, andare in pensione lasciando il posto ai parenti è una consuetudine. 
Non è che io non lo capisca, ci mancherebbe, ma trovo lo stesso che favorire i familiari del capo non sia una mossa particolarmente chic; nemmeno se avviene in casa Chanel.

Soprattutto, quello che mi secca, è che di candidati ce ne sarebbero stati anche altri. 
E di pregio.
Quali? Tenendo a mente lo "standing" stellare di Chanel e la necessità di avere un PM nè troppo giovane nè troppo avanti con l'età, capace di creare sia best sellers industriali che eccezionali fragranze artistiche io ci avrei visto volentieri: 
Foto: Allure .it

4 commenti:

rob ha detto...

Che bello il "Fantanaso"! Come nel fantacalcio :) Ora so che passerò tutto il giorno a pensare a chi ci avrei messo io a fare il parfumeur maison di Chanel... da subito mi viene da pensare che tra i miei candidati ci sarebbero stati anche dei nasi non francesi... cosa che, sospetto, in Chanel non avrebbero mai preso in considerazione :)

Marika Vecchiattini ha detto...

Ciao Rob, in effetti la mia lista non prevede compositori italiani... volevo che fosse minimamente reale, non costruita su un sogno.

Ma se dovessi sognare ad occhi aperti la mia prima scelta italiana per dirigere la composizione in Chanel sarebbe ALESSANDRO GUALTIERI.
Perchè lo stile di Alessandro è già Chanel fino al midollo.
Prima che Alessandro mi chiami e mi dica in olandese "Ma che c... hai scritto?!?" voglio spiegarti cosa intendo. Lo stile Chanel, per come lo vedo io, non è quell'eleganza glamour e un pò finta del genere chignon biondo+keira knightley vestita di rosa+gioielli fiabeschi+occhiali enormi+pochette con le due C di brillanti.
Chanel per me è uno chic involontariamente sensuale, che se ne frega del contesto: rossetto rosso+stivaletti borchiati+lenzuola sfatte+maglietta bianca+capelli spettinati+tavola da surf nell'ingresso.
Se vuoi fare una prova, indossa Absinth, Narcotic Venus, China White e vedrai se non ho ragione!
;-)

rob ha detto...

Provati China White e Narcotic Venus, e comincio a capire davvero cosa intendi... in effetti uno come Gualtieri ce lo vedrei bene a fare il naso di Chanel. Purché lo lascino libero di esprimersi (siamo sempre nella fantasia più spinta, ahimé...)

Marika Vecchiattini ha detto...

Eh già, ma la fantasia non costa nulla e fa volare in alto, no?