Fragranze ed emozioni

Duecento medici in sala.

Un silenzio carico di aspettativa.
Io, sul palco, sistemo i fogli davanti a me, e inizio il discorso che ho preparato con cura per mesi. 

Ero stata contattata da un'azienda che si occupa di malattie rare; patologie che colpiscono un numero così esiguo di persone che le multinazionali farmaceutiche non sono particolarmente interessate ad investirci.
L'azienda che mi ha contattata invece, sì.


E si è accorta che a volte i medici, concentrati sul decorso della patologia, sui parametri da far risalire, sulla scelta del farmaco più performante o più sicuro, perdono di vista la PERSONA e le sue emozioni. Che in una malattia, sono di enorme importanza.
L'azienda voleva aiutarli a riflettere sul fatto che GUARIRE è molto più che far risalire dei parametri; è questione di ascoltare veramente, occhi negli occhi, i desideri e i sentimenti di chi sta chiedendo aiuto.
Volevano che li aiutassi a bypassare la mente, la performance, i parametri, per riportare il focus sulla persona, favorendo quell'EMPATIA tra medico e paziente che oggi, spesso, è assente.
Il mio compito era quello di usare tre fragranze per trasmettere, olfattivamente, tre emozioni, tre speranze che i malati hanno nel cuore quando si affidano allo specialista. 


Mi sono preparata per mesi, ed alla fine mi sono sentita una privilegiata, per aver potuto dialogare con questi medici.
E dal canto loro, anche solo essere stati presenti in sala ad ascoltare qualcuno che parla di profumi, emozioni ed empatia, testimonia una grande dedizione, mentalità aperta e voglia di evolversi.

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