31 luglio 2007

Acqua di Parma (1916)


Una Colonia molto amata fino agli anni '50, usata anche dalle celebrità di Hollywood, ma poi lasciata decadere per qualche motivo che non so. E' stata ripresa negli anni '90, (e meno male perchè mi piace moltissimo) e riportata agli antichi splendori anche grazie ad un marketing ben riuscito. E al fatto che il prodotto è semplicemente fantastico. Ha un avvio brillante e freschissimo, di agrumi di Sicilia (arancia, bergamotto, limone), rosmarino, lavanda e verbena. Tutte essenze che io letteralmente adoro. Potrebbe essere un insieme fin troppo balsamico ed erbaceo, se nel cuore non ci fosse un accordo di fiori dolci come la rosa e il gelsomino (io ci sentirei anche la neroli, senonchè.... nella piramide non c'è!) a controbilanciare l'insieme con una dolcezza soave e aristocratica. Il tutto ricorda vagamente gli aromi del negozio del barbiere: aromatici e rinfrescanti, ma con un allure brillante in più. Per me, è un profumo che ride. Adatta a uomini e donne, su un uomo (la trovo irresistibile) ne esprime il lato raffinato ma solare, su una donna ne esalta il fascino mediterraneo e la gioia di vivere. Qualche anno fa, per fare un regalo ad una persona speciale, andai alla Farmacia del Castello, e chiesi se mi potevano fare un profumo. Scelsi gli aromi che amavo di più, anche se ora non ricordo bene le proporzioni. Comunque erano proprio questi: bergamotto, lavanda, rosmarino, verbena, gelsomino, neroli, Evaporava dopo mezz'ora, ma era una favola. Dopo qualche anno mi resi conto che somigliava in maniera impressionante all'Acqua di Parma, e lo presi come un complimento. Se non l'avesse già inventata qualcun altro, ci avrei pensato io ;-) Poi l'altro giorno volevo fare un confronto con la Colonia Assoluta, del 2004, che non avevo mai annusato per puro snobismo (mio: più che una novità, mi era sembrata da subito una semplice trovata di marketing, e quindi non mi ero avvicinata). La piramide è questa: testa: arancia dolce e amara, verbena, cardamomo, pepe rosa, pimento, cuore: rosa, gelsomino, ylang ylang, orchidea selavaggia fondo: muschio, cedro, muschio bianco, ambra, vetiver Il risultato del mio personalissimo test sul mio personalissimo naso (fallibile) è che avevo fatto bene a dedicarmi ad altro: è come se avessero preso l'originale, ci avessero messo dentro qualcosa di costoso in più e l'avessero venduta come qualcosa di diverso. Secondo me potevano risparmiare un bel pò di soldi evitando di aggiungere almeno metà degli ingredienti "nuovi", che tanto non si sentono neanche. Cardamomo, pepe, pimento, orchidea selvaggia e muschio bianco, io non li ho sentiti. Nemmeno pocopocopoco. E la fragranza è evaporata subito. Sarà che ci sono 30 gradi e questo è perdonabile, sarà che la bellezza è effimera ed è bene ricordarselo, ma quello che mi è restato sulla pelle dopo 20 minuti, era una nota di sapone al limone, un limone lasciato nel frigo e rinsecchito.

29 luglio 2007

Guet Apens (Guerlain, 1999)


Guet Apens (l’imboscata), creato da Mathilde Laurent nel 1999, è stato poi rinominato nel 2005 Attrape Coeur, ed è disponibile solo nella boutique di Guerlain sugli Champs Elysées. Da tanto tempo volevo sentirlo, in alcuni forum americani ne parlavano benissimo, come di un Sacro Graal dei profumi e io ero molto curiosa; qui è arrivata, nel ’99, soltanto l’edizione limitata da 120 ml e quindi non avevo nemmeno la speranza di poterlo sentire. Invece… forse la signora della profumeria lo ha tolto dal magazzino e lo ha esposto, sapendo che lo avrei notato la prima volta che fossi andata a trovarla. Mannaggia. Sono arrivata a casa piena di attesa, e l’ho subito aperto. E’ salito un effluvio di rose; rose dolci e maestose, e una botta di iris squillante e cristallino. Io non amo particolarmente la nota dell’iris quando è così decisa e presente, e meno ancora la rosa. “Iniziamo bene!” ho pensato, ma poi l’ho indossato ed è diventato meno intenso, quasi dolce, ornato da una nota di violetta scura, ombrosa, e smorzato da una nota di ambra, che ha reso l’iris più “malleabile” e ha regalato spessore alla rosa. Nel fondo, ho sentito vaniglia, sandalo ed una nota boscosa –potrebbe essere legno di cedro- appena accennata. La sensazione è quella di un bel fiorito possente e nobile, portabilissimo, ricco, sfaccettato, dovrò indossarlo ancora e ancora per poterlo capire bene. Per ora lo sto ancora studiando.
Nel 2005, col cambio del nome, il profumo è stato attribuito a Jean Paul Guerlain, anche se la formula non sembra modificata; non si capisce bene il perché: ML ha fatto un ottimo lavoro, secondo me. Anche Shalimar Light, creato da lei è stato poi attribuito, dopo una leggerissima trasformazione che lo ha reso impercettibilmente meno splendido, a Jean Paul Guerlain. Forse gli uomini marketing di LVMH (che oggi possiede Guerlain) avranno pensato che una storica Maison il cui prestigio è nato e risiede nel genio e nel nome dei suoi creatori del passato, renda meglio se alcune creazioni portano ancora oggi quel nome , ma… così non vale!

28 luglio 2007

Patchouli Ambra e Vaniglia (Sireta, 2006)

L’ho trovato alla Upim, mentre altre amiche lo hanno avvistato da Acqua e Sapone. Che bello quando trovi un profumo fatto bene, e non ti devi nemmeno svenare per comprarlo. 9 Euro e 90 di dolcezza polverosa ed orientale, che non sfigurano affatto accanto ad altri patchouli più “blasonati”. La creatività ed il buon gusto veri non hanno bisogno di costare un botto e fortunatamente questa azienda fiorentina ce lo dimostra!
L’avvio è secco e umido simile al Patchouli Antique delle Nereides, ma è giusto un attimo, perché diventa subito morbido e vellutato, grazie ad un mix di ambra e vaniglia. Con un’ambra non ”affumicata” e una vaniglia non “pasticcera”. Il tutto risulta adulto, confortevole e coccoloso senza essere pesante; ti avvolge in un velo misterioso ed affascinante, ma senza strafare. Piacevolissimo anche col caldo.

25 luglio 2007

Nuovo acquisto

Tre hurrà per Guet Apens di Guerlain (che era sulla mia snifflist)!!!!
Ieri sono entrata in una profumeria la cui titolare, una signora gentile innamorata del suo lavoro da tutta la vita, mi aveva promesso un giretto nel suo magazzino alla ricerca di fraganze vecchie rimaste invendute negli anni: la signora non c'era ma mentre mi guardavo intorno l'ho visto sullo scaffale. Edp edizione limitata nel flacone "lanterna" azzuro. Sembrava che aspettasse me. Così ho chiesto se me lo facevano sentire, e l'ho trovato fantastico. Potevo lasciarlo lì? Domani ve lo descrivo.

22 luglio 2007

Profumi al caldo


Puff… che caldo, l’estate è arrivata e credo che ce ne siamo accorti tutti. Ci sono alcune/i amici/he che d’estate non riescono ad indossare nessun tipo di profumo, altre/i che invece preferiscono acque più fresche agrumate, ozonate o marine, altri come me che si profumano comunque, e poi se fa caldo… e vabbè, sudiamo.
Però è vero che la scelta di profumi cambia. I grandi agrumati freschi mi piacciono moltissimo, ma ogni tanto li indosso comunque, anche in dicembre, quindi non contano. I miei sono l'Acqua ai Fiori di Cedro di Guerlain, così amara e leggera che rinfresca i sensi all'stante, l'Eau de Guerlain, con agrumi brillanti e una verbena frizzantina e quasi ruvida, Castile di Penhaligon's, un agrumato dolce di neroli, nobile e distintissimo che purtroppo svanisce subito.

Ma in questi giorni preferisco fragranze comunque corpose. Basta spruzzare poco, e nessuno sarà soffocato. Racquets di Penhaligon's, Fumerie Turque di Lutens/Sheldrake, che con questo caldo sa soprattutto di mandarino, fresco, euforizzante, con un fondo di tabacco e miele, Patchouli Antique delle Nereides, che è così terroso, aromatico, antico, che mi fa sentire al fresco, nella penombra di un bosco indiano. Heliotrope di Etro, che è un dolcetto caramellato, non stucchevole, non asfissiante, che comunque svanisce presto lasciando un fondo di mandorla lieve lieve. Inoltre non posso fare a meno di Fracas di Piguet e ogni tanto, uno spruzzo di Jaisalmer, di Comme des Garcons, fresco e secco d'incenso e di legni. Troverei perfetto anche White Linen di E. Lauder e, se ne avessi ancora, Vetiver Extraordinaire di F. Malle. E questo mi fa venire in mente che ho il Vetiver di Guerlain: ora vado su e lo spruzzo.
E voi? Cosa indossate con questo caldo?


18 luglio 2007

Annick Goutal apre il negozio on line


Finalmente, anche chi non abita vicino a uno di quei paradisi profumati dove entri e ti lasciano annusare di tutto, può acquistare le fragranze fatate di Annick Goutal.
Il sito, aperto proprio in questi giorni, è in Inglese e in Francese, e propone tutte le linee: profumi, candele e creme per il viso/corpo. Le fragranze sono suddivise tra femminili, maschili ed edizioni limitate, e di ognuna si può vedere tutta la gamma (edp ed edt nelle varie taglie, creme profumate e tutto il resto).
Per ogni fragranza c'è un apporofondimento con la storia e le caratteristiche e la piramide, e c'è una foto che ne cattura l'essenza.

C'è poi una sezione con la storia della Maison, dall'inizio ad opera della madre Annick Goutal alla seconda generazione, ovvero la figlia Charlotte; una sezione "chiedi ai nostri esperti" che offre spunti su come scegliere un profumo, come indossarlo, quali fragranze di AG si possono indossare insieme per ottenere un effetto personale.

Infine, notizie sull'Azienda, le foto delle bottiglie storiche da collezione, lo store locator per trovare il negozio più vicino.

Carino, poetico, piacevolissimo e facile da navigare. Unico difetto: manca un programma sample; mi piacerebbe poter ordinare dei campioni per testare le fragranze prima di acquistarle.

17 luglio 2007

Ambra e Muschio Bianco d'Egitto


La settimana scorsa, a Luxor, abbiamo chiesto alla guida che ci stava accompagnando, di poter visitare un negozio di essenze che dal di fuori ci aveva ispirato particolarmente. Siccome il commesso coi baffoni mi sembrava disponibile e ci stava offrendo del tè, ho iniziato a chiedergli un pò di cose sulle essenze in vendita: come le ottengono, dove sono i laboratori, se si possono visitare.... al che si è un pò irrigidito e la differenza linguistica è diventata insormontabile. Così gli ho chiesto di poter annusare i fiaschetti con gli olii, e ho sbagliato anche qui: dovevo chiedergli di sentire le sue miscele già pronte, invece gli ho chiesto 6 olii semplici: ambra, due tipi di muschio, incenso, mirra, gelsomino.
Al primo dei due muschi già avevo dei dubbi sul fatto di essere capitata nel posto giusto: il commesso cercava di convincermi che il muschio si ottiene raschiando lo stomaco delle balene (mi risulta che non sia il muschio, ma l'ambra grigia. E che ai poveri capodogli non si raschi via un bel cavolo di niente: sono loro stessi che periodicamente rigurgitano dei blocchi con i resti dei pasti che non hanno digerito per ripulire l'apparato digerente). Ero tentata di chiedergli ulteriori ragguagli su come si tiene ferma una balena mentre qualcuno gli raschia lo stomaco, ma ho lasciato perdere.
Arrivati all'ambra mi ha raccontato che è ottenuta dalle "yellow stones" le pietre gialle. E qui, o c'è un qualche minerale giallo di cui io non so nulla, oppure mi stava dicendo di essere riuscito a estrarre un qualche genere di aroma dall'ambra-ambra, la resina fossile. Magari sbaglio, ma a me non risulta, a qualcuno di voi sì?
Stavo ancora pensando a che aroma potesse avere l'ambra-resina quando il tipo è riuscito a posarmene una goccia SUL GOMITO!
Forse ho l'aria della contorsionista.

O più probabilmente voleva farmela pagare per la mia insistenza nel fare domande, facendomi sentire scema mentre contorcevo il braccio per arrivare col naso almeno vicino al gomito (fate un pò la prova e poi ditemi se non è un metodo GENIALE per far sentire stupida la gente). "Stai zitta e limitati ad annusare come tutti gli altri" avrà pensato.
Cosa ho dedotto da questa mezz'ora al negozio? Che anche in Egitto i commessi delle profumerie poco sanno di quello che vendono, e quel poco che sanno gli pare ampiamente sufficiente: se chiedi qualcosa di più, sei una rompiballe anche lì.


ps

Alla fine ho preso 30 ml di muschio bianco (piaceva a mio marito) e l'ambra (mi è rimasta la curiosità). Il primo è fresco, ricorda il muschio bianco del Body Shop, l'ambra ha un aroma un pò particolare, fresco/pungente, un pò "finto". Vabbè, volevo un souvenir dell'Egitto...

Racquets Formula (Penhaligon's - 1989)


Oggi indosso Racquets Formula di Penhaligon's. Come mi ha fatto notare Grazy, d'estate i Penhaligon's li uso più che in altre stagioni. Sarà per la "grana" diversa che hanno: più fine, rarefatta, aerea.
In particolare Racquets non lo definirei un profumo "estivo", nel senso che non sa di mare, di cocco, di frutta esotica, di olio solare, o di note marine. Però è certamente un profumo adatto anche all'estate, per la sua freschezza, e perchè è stato pensato per lo sport, nel senso che dovrebbe regalare freschezza continua durante la pratica.
Sarà, ma a dispetto della definizione "sportiva", per me resta una delle fragranze più dichiaratamente sofisticate e "snob" che abbia mai sentito.
Si apre con limone, lime e bergamotto, che danno subito una sferzata fresca e gioiosa, accostati a geranio e lavanda che rendono l'insieme pungente, erbaceo e "selvatico"; nel cuore si sentono sia la dolcezza opulenta della Rosa e dell'Ylang Ylang, sia le spezie orientali del chiodo di garofano e del legno di cedro. Chiudono ambra, muschio, muschio di quercia ed incenso, in un insieme decisamente orientale, ma non soffocante, anzi quasi secco.
Il tutto definisce un chyprè-orientale fresco ed erbaceo con un sottofondo dolce; molto originale e piacevolissimo da indossare.
Sul sito di Penhaligon's viene inserito nella linea da uomo, ma in realtà è portabile anche da una donna e anzi sulla pelle femminile è decisamente insolito e di carattere.
Non è un profumo che porterei la sera, ma per andare al lavoro sì, per fare due passi in centro, e perchè no, anche per andare in palestra.

12 luglio 2007

HIROSHIMA MON AMOUR - work in progress


Durante Pitti Fragranze 2009 Stephan Humbert Lucas, creatore con la moglie del marchio Nez à Nez (qui il sito) mi ha chiesto se potevamo collaborare ad un progetto. "Ci sono delle cose in questo momento che ho dentro e che riguardano il concetto della Morte, e sento che le voglio esprimere. Sto pensando ad un profumo che s'intitoli Hiroshima Mon Amour un profumo sulla Morte, come un canto alla Vita. Ci sono così tante mistificazioni intorno alla figura del compositore di profumi, e invece io voglio condividere il mio lavoro, voglio che le persone entrino nel mio processo creativo, che lo possano leggere, seguire passo passo. Tentativi, errori, tutto. Ma io dipingo, compongo profumi... non so usare le parole per raccontare; tu invece non componi ma ti seguo spesso, ho visto che racconti le cose così come sono, senza fronzoli. Io ti mando dei testi e delle fialette da annusare, tu fanne quel che vuoi". Bene, sono emozionata, riconoscente e felice al pensiero che l'avventura inizia oggi.

"Giornale di bordo. Venerdì 18 settembre 2009
HIROSHIMA MON AMOUR (PROCESS) -
Ho iniziato a raccogliere i primi elementi. Poesie giapponesi d'epoca tradotte in francese, materie prime, i supporti di immagini che ho creato e che mi servono da boa d'attracco e da incoraggiamento, musica sperimentale affatto giapponese, si chiama Aya Waska e i titoli del suo album sono vicini a cio' che mi inspira Hiroshima Mon Amour (Respiri-Giardino pensile-Danza del mattino Lingue di pietre-Ecco uno strano sogno-Ayawaska-La pista dimenticata-Il ritorno- L'uccello impazzito-Risveglio di Pierre-Valle bianca e Gli occhi del cielo).L' Ayahuasca (nel dizionario è scritto così) è una pozione sciamanica.
Ho davanti a me delle sostanze nere, maté e Fir Balsan.Un amico birmano dovrebbe portarmi un OUD dall'odore di terriccio colloso, non petrolio ma fango profondo come inchiostro nero in una melassa vischiosa, minerale/organica, non sara' caucciù ma piuttosto secco e meno opaco di quello vietnamita, molto meno *gasolio*. Avro' forse bisogno di oud per legare e creare un fondo sempre esprimendo questa attraente tenebra meno rotonda dell'ambra, più intellettuale ma non voglio adeguarmi alla tendenza del momento.
Continuo in parallelo a lavorare sulla mia tuberosa per darle una giovinezza, deve essere verde e leggera, molto leggera. La tuberosa può rappresentare la verginità, le foto di Hamilton, ma è anche il fiore dell'adulterio, Poison. Vedro'.
Il garofano è sul tavolo, sa di acqua sporca e di pelle di fanciulla bagnata, da lavorare con luserna , muschio bianco, eliotropio, forse lillà. Aspetto appunto della luserna dal giappone: odore di fieno molto ricco e umido, porta fortuna in quel Paese.
Ho fatto degli assemblaggi, accordi che parlano di gelsomino e di infusione di the alla rosa.
Riso soffiato, aromatico, un approccio al fior di loto e un mandarino che mi arriva da un collega italiano. Penso anche alla pietra, al salnitro con un po' d'iris, mi ci vorrebbe qualcosa di polveroso.
Lavoro anche sul lato"fungo" e sulla crusca per il suo odore leggero, giovane, fresco. Un odore giallo pallido mischiato a sfumature marrone chiaro, sottile, interessante, vivificante, saggio.
Lavoro sulla mia tavolozza facendo parecchi accordi; è un po' come far cantare un coro, voci gravi e acute, bisognerà percepirle tutte. Devo schiarire al massimo, porre una velatura per poi illuminare il mio quadro.
Questo profumo deve essere un'ode alla vita, verde focoso, brillante, delicatamente fiorito; devo trovargli delle risonanze sorde emozionanti ma non sconvolgenti, delle alcove in cui nascondere certe sostanze severe e dense, scure e collose.
Ho in mente una magnifica pianta verde che reggo per lo stelo sottile, la porto e il vaso ondeggia, ma le radici resistono bene.
Guardo la foto di quella splendida giapponese alla quale ho lasciato solo l'essenziale, guardo anche le due forme che ho lasciato sul profumo Hiroshima Mon Amour...
Amo la bandiera giapponese, è pura e rappresenta una Nazione provata e coinvolta, raccolta intima, tradizionale, orgogliosa e umile al contempo, sanguigna e tranquilla.
Amo la poesia giapponese, epurata, con un tempo eterno, c'è come un bioritmo nella sintassi, una sorta di evidenza. Evidenza che sgorga da brevi parole che potrebbero sembrare sparse, ma nulla è debole: tutto qui è intensità.
Amo Regain di Jean Giono, amo la Fenice che rinasce dalle sue ceneri, mi interessa il dramma perchè contiene la speranza.
Herbe de bison, badiana, sì, è fresca con il suono è fresca senza essere mentolata ne' agrumata, ho voglia di completarla con il mirtillo, la ginestra per il suo odore di tabacco biondo intorbidirebbe il gioco. Vedrò.
Tra qualche giorno comincerò il lavoro di eliminazione delle sostanze che non funzionano. Aspetto di sentire le quattro che devo ricevere, formulerò su carta e inizierò a programmare la bilancia.
Dovrei incontrare Emmanuelle Riva, mia cugina, l'eroina del film di Resnais, 1959. Attendenderò, le presenterò il mio racconto olfattivo una volta terminato, penso. Ma poichè non sarà mai veramente terminato, mi farò violenza..."
Stephane

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Ringrazio dal cuore AnnaMaria/Nynive per la traduzione in Italiano!

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Journal de bord. Vendredi 18 septembre 2009 - HIROSHIMA MON AMOUR (process).
J'ai commencé à rassembler les premiers éléments.
Des poèmes japonais d'époque traduits en français, des matières premières, les supports images que j'ai créé et qui me servent de balise et d'encouragement, de la musique expérimentale pas japonaise du tout, cela s'appelle Aya Waska et les titres de "l'album" sont étonnamment proches de ce que m'inspire Hiroshima mon amour (Souffles - Jardin suspendu - Danse du matin - Langues de pierres - Que voilà un rêve étrange - Ayawaska - La piste oubliée - Le retour - L'oiseau fou - Eveil de Pierre - Valée blanche et Les yeux du ciel). Le "Ayahuasca" (écrit comme ceci dans le dictionnaire) est un breuvage chamanique.
J'ai devant moi des matières noires, du Mate et du Fir Balsan.
Un ami birman doit me rapporter un oud aux odeurs de sol englué, pas pétrole mais plutôt vase profonde comme de l'encre noire dans une mélasse visqueuse, minérale-organique, il ne sera pas caoutchouc mais plutôt sec et moins opaque que le vietnamien, beaucoup moins gazoil. J'aurai peut être besoin du oud pour lier et donner du fond tout en exprimant cette noirceur attractive moins ronde que l'ambre, plus intellectuelle, mais je ne veux pas faire de copier-coller avec la tendance du moment. A suivre.
Je continue en parallèle à traiter ma tubéreuse de manière à lui donner une jeunesse, elle doit être légère et verte, très légère. La tubéreuse peut rerésenter la virginité, les photos d'Hamilton, mais c'est aussi la fleur de l'adultère, Poison, je verrai bien.
L'oeillet est sur la table, il sent l'eau souillée et la peau d'une fille mouillée.
A travailler avec la luzerne et du musc blanc, héliotrope, peut être lilas. J'attend une luzerne du japon justement, odeur de foin très riche et humide, porte-bonheur au pays.
J'ai fais des assemblages, des accords qui parlent d'infusions de thé à la rose, de jasmin. Du riz soufflé, aromatique, une approche de la fleur de Lotus et une mandarine qui me vient d'un confrère italien.
Je pense aussi à la pierre, au salpêtre et un peu d'iris, il me faut de la poussière. Je travaille aussi le côté champignon puis le son pour son odeur légère, jeune et sérieuse. Une odeur jaune pâle mêlée de nuances marron clair, subtile et intéressante, vivifiant, sage.
Je travaille ma palette en faisant plusieurs tas, c'est un peu comme faire chanter une chorale, des graves, des aigus, il faudra entendre tout le monde. Je dois éclaircir au maximum, poser un glacis pour ensuite éclaircir mon tableau.
Ce parfum doit être une ode à la vie, vert fougueux, délicatement fleuri. Je dois lui trouver des résonances sourdes plus troublantes mais pas effrayantes, des alcôves dans lesquelles seront embusquées certaines matières sévères et épaisses, obscures et collantes.
J'ai dans la tête une magnifique plante verte que je tiens par la tige fine, je la porte et son pot de terre se balance, les racines tiennent bien.
Je regarde la photo de cette jeune japonaise à laquelle je n'ai laissé que l'essentiel.
Je regarde aussi les deux formes que je viens de poser sur l'image du parfum Hiroshima mon amour...
J'aime le drapeau japonais, il est pur et représentatif d'une nation éprouvée et investie, rassemblée, intime, traditionnelle, orgueilleuse et humble à la fois, sanguine, tranquille.
J'aime la poésie japonaise, le dépouillement, le temps est éternel, il y a comme un bio-rythme dans la syntaxe, une sorte d'évidence. Une évidence tirée par des mots courts et qui pourraient sembler éparses pourtant rien n'est faible, tout n'est qu'intensité.
J'aime Regain de Jean Giono, j'aime le Phoenix qui renaît de ses cendres, le drame m'intéresse car il contient de l'espoir.
Herbe de bison, badiane, oui, c'est frais avec le son, c'est frais sans être mentholé ni agrume, j'ai envie de compléter avec une myrtille, le genêt pour son odeur de tabac blond et de miel troublerait le jeu. Je verrai.
D'ici quelques jours, je commencerai le travail d'évincement des matières qui font flop. J'attend de sentir 4 matières que je dois recevoir, je formulerai sur le papier et je commencerai à programmer la balance.
Je devrais rencontrer Emmanuelle Riva, ma cousine, l'héroïne du film Hiroshima mon Amour de A. Resnais, 1959. Je vais attendre, je lui présenterai mon récit olfactif une fois terminé, je pense. Mais comme ce n'est jamais réellement terminé... Je me ferai violence.
Je vais tenter de vous signaler 5 récits. Voici donc le tout premier qui représente le commencement de mes travaux.

9 luglio 2007

Benghal (Lancome) ed Emerald Dream (Estée Lauder)

Torno da qualche giorno di ferie, e visto che -ovviamente- in aereoporto ho fatto un pò di giri, ora ve li racconto. Mi interessavano soprattutto quelle fragranze che qui a casa non trovo, ma comunque non ho disdegnato di annusare ben bene anche fragranze che conosco già. Sono uscita dalla sarabanda profumata con due profumi addosso: Benghal, uscito a inizio anno per Lancome, Emerald Dream, stesso periodo ma di Estèe Lauder.
Sono duty-free-only, nel senso che vengono venduti solo negli aeroporti. Di Benghal mi è piaciuto molto l'avvio frizzante e sofisticato, dominato da zenzero e mandarino. Un'interpretazione "esotica" di femminilità, piacevole e insolita, quasi mi stava catturando ed ero lì che meditavo se proseguire la conoscenza e acquistarlo, quando ha iniziato a mettere fuori una nota pesante, quasi "stonata" che non sono riuscita a riconoscere ma che mi disturbava parecchio. Meno male che il volo era in ritardo! Se non avessi avuto almeno mezz'ora per meditare, l'avrei preso al volo fidandomi delle prime note e dell'entusiasmo iniziale. E avrei fatto malissimo, perchè ora avrei sullo scaffale una boccetta catturapolvere inutilizzata. Ho cercato la piramide e ho trovato che nel cuore ci sono gelsomino, osmanto ed albicocca, e forse per me albicocca e gelsomino insieme sono davvero troppo spessi, e forse l'osmanto non fa per me. Però riconosco che ha un suo perchè, e secondo me è da provare.
Anche Emerald Dream di Estèe Lauder aveva una presentazione del tipo "esotico-estivo-femminile", ma il risultato era completamente diverso. Di esotico non ci ho sentito proprio niente, l'ho trovato abbastanza noioso, l'ennesimo americano fiorito-futtato leggero e acquoso sentito e stra-sentito. La piramide riporta, tra ciclamini e albicocche, anche un misterioso accordo di "beach skin" - pelle in spiaggia...ma cosa mai potrà essere? Odore di pelle esposta al sole? A che ora e per quanto tempo è stata esposta? Perchè non so gli altri, ma io dopo un pò sudo e il risultato non è così piacevole da metterlo addiritttura tra gli ingredienti di una fragranza! Comunque, per fortuna, qualsiasi cosa fosse, io non l'ho sentita.