Vendetta di Valentino: a volte ritornano (felicemente)

C'era una volta Vendetta di Valentino. Una gemma preziosa della profumeria italiana, un femminile caldo e generoso dotato di un sorriso gentile e maniere raffinate. 

Nel suo cuore splendeva un bouquet fiorito, ricco di splendide materie prime, con tuberosa, gelsomino, fiordarancio, rosa, ylang ylang, garofano, eliotropio, giacinto e mughetto, attraversati da una lama di pungenti sensazioni verdi, che contrastavano l'opulenza fiorita, rendendola più fresca e gentile. 

Una manciata di aldeidi illuminava tutta la piramide, mentre il fondo di note legnose e ambrate offriva una cornice dorata alla composizione, che usciva dal quadro con una tridimensionalità intrigante. 

Discontinuato da diversi decenni, Vendetta esce oggi con una formula diversa, che non ricalca affatto quella del 1991. 

Eppure, indossandolo, riconosco il mood. La cordialità affabile. Il sorriso intrigante. L'ottimismo. 

Il suo compositore, Dominique Ropion con il giovane Andrew Everett, è riuscito a ricreare l'atmosfera che ruota intorno a questo profumo, usando materie prime ed una struttura assolutamente moderne. C'è il bouquet fiorito -lievemente fluorescente- su cui troneggia una tuberosa molto bella, ottenuta tramite Osmobloom, un'innovativa tecnica esclusiva di L'Oreal che estrae le componenti olfattive della pianta grazie ad un flusso d'aria costante, senza toccarla né sciuparla. C'è la base legnosa moderna, al contempo cremosa e minerale, c'è persino la sfumatura verde che contrasta e accentua l'accordo fiorito. Insomma, c'è tutto, ma è spostato 40 anni in avanti. 

Quel po' di tridimensionalità che manca è compensata da un'ottima durata (otto ore piene) e da una diffusività buona ma senza eccessi: non roboante come molti tromboni contemporanei suonati a tutto volume. Più un clarinetto, direi.

Questo nuovo Vendetta è l'interpretazione moderna di un tema fiorito, fatta bene, con coerenza, rispettando la storia del marchio e i suoi valori. Non capita spesso, e quando capita, per me è una gioia perchè significa che è possibile. Certo, è necessario un Maestro come Dominique Ropion, ma è possibile.

Il flacone è una scultura dalle linee semplici e pulite, un tappo minimale che trovo perfetto e la V che spicca in rilievo. Il rosso intenso del liquido è perfettamente Valentino. Sono già innamorata.

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