8 aprile 2013

Osmothèque: Focus sulla Tuberosa (1/2)

Una delle più interessanti conferenze tra quelle in programma durante Esxence, aveva per oggetto un fiore che ha tanti innamorati quanti detrattori: la Tuberosa. Emmanuelle Giron dell'Osmothèque ci ha guidati nell'affascinante esplorazione di questa nota, usata con parsimonia in profumeria a causa della sua voce squillante come una tromba e un carattere aperto ed esuberante con un sottofondo leggermente misterioso che fa tanto "femme-fatale".
La tuberosa è nativa del Messico, dove veniva tradizionalmente usata per profumare... il cioccolato! I suoi fiori sono di colore bianco perchè la tuberosa fiorisce di notte, quando i colori non si vedono; per attrarre gli insetti impollinatori quindi, lei e gli altri fiori bianchi (tra cui gelsomino, fiordarancio, magnolia, ylang ecc) hanno dovuto ricorrere ad una strategia meno "visiva" ma altrettanto potente: un profumo così forte da stordire.
La tuberosa venne portata in Francia a seguito dei viaggi di scoperta verso il nuovo mondo, e attecchì perfettamente nella regione intorno a Grasse: la fragranza prepotente e sensuale della tuberosa costituiva un'ottima risorsa per coprire l'odore acre della concia e donare ai ricercatissimi guanti in pelle prodotti in quella zona, un'impareggiabile profumo di fiori.
La tuberosa teme le gelate, quindi si mette in terra solo ad inverno concluso. Da luglio in poi gli steli si ricoprono di piccoli fiori cerosi, che vengono raccolti nelle prime ore del mattino, affinchè il calore del sole estivo non ne disperda i preziosi olii.
La raccolta prosegue per tutta l'estate e fino alle prime gelate d'autunno, quando la fioritura cessa. Ogni ettaro offre circa 2,5 tonnellate di fiori.
Alla ricerca di estati più lunghe -e quindi di fioriture più prolungate- la produzione di tuberosa venne estesa dapprima al Marocco (la regione intorno a Rabat), mentre oggi il maggiore produttore di tuberosa è la regione indiana del Karnataka, il cui clima mite le permette di fiorire ben nove mesi l'anno.

Per prima cosa Emmanuelle ci porge una mouillette imbevuta di assoluta. L'assoluta di tuberosa ha un sentore straordinariamente ricco e opulento in cui le sensazioni fiorite e vellutate convivono con la sensazione di calore, di terra, di muffa, di menta, con un retrogusto animalico e canforaceo che può anche risultare impegnativo da gestire.
Emmanuelle quindi ci presenta i più famosi soliflore  alla tuberosa

Fracas (Germaine Cellier per Piguet, 1948) è il primo profumo soliflore alla tuberosa, dove la sfaccettatura fiorita si esprime in maniera cremosa, ipnotica, quasi fruttata (aldeide pesca) con solo una lieve puntina verde.
Chloe (Francis Camail per Karl Lagerfeld, 1975) è un trionfo di fiori bianchi quali tuberosa, ylang, gelsomino e neroli che porta una nota saponosa piuttosto accentuata. Sentendo Chloe non si può non pensare ad un profumo uscito solo pochi anni dopo: Giorgio Beverly Hills, ma ne parleremo dopo
Tubereuse Criminelle (Serge Lutens e Chris Sheldrake, 1999) è una tuberosa completamente diversa, con la sfaccettatura canforacea che viene audacemente portata in trionfo da un mix di spezie calde (noce moscata e chiodi di garofano).
Fragile (F. Kurkdjian per Jean Paul Gaultier, 1999) dove una tuberosa leggera, quasi diafana viene vestita con una nota di pepe che le toglie ogni carnalità. 
(segue qui)
foto: la tuberosa da qui , Emmanuelle Giron da qui 

4 commenti:

Andrea Rub ha detto...

Post molto interessante e ben fatto! Brava

EffettoBellezza ha detto...

Molto bella anche in giardino.

ADJIUMI ha detto...

Quanto mi è dispiaciuto non aver partecipato, perfortuna posso leggere BeB.

Grazie ;-)

Marika Vecchiattini ha detto...

Grazie Andrea! :-)

Ciao Effetto Bellezza, tu ce l'hai? E com'è, facile o necessita di cure speciali? Io stavo pensando di metterla ma come fiore non la conosco e non ho il pollice proprio "verde" brillante, ecco...

Cris, tesoro che bello vederti da queste parti....:-D