19 luglio 2016

Cena Olfattiva di Villa alle Grazie: le foto

Eccomi qui con le foto della cena olfattiva di giovedì scorso a Spilamberto! 
Sono rimasta sorpresa di come i piatti siano riusciti a coniugare molto bene le note tra loro: gli aromi che sprigionavano al palato, in effetti erano vicini ai profumi proposti. 
Ecco l'ambientazione del ristorante Villa alle Grazie, all'aperto.
(qui il loro sito, qui Facebook, dove trovate altre foto della serata)



















Antipasto: Versense (Versace)
Carpaccio di orata fresca in infusione di agrumi con fico all'arancia candita e granita di limone e cardamomo
 


Primo piatto: Eau de Guerlain
Strascinati alla vellutata di patate al rosmarino con julienne di seppia al lime e fior di lavanda (da mangiare! lo dico perchè facevano al differenza)



















Secondo piatto: Opium (YSL) 
Nocetta di rana pescatrice con salsa al Pinot nero, mela alla cannella e pepe nero
        

Dessert: Bronze Goddess (E. Lauder)
Tortino al cioccolato e semifreddo al cocco con crema inglese alla vaniglia
 

I piatti sono stati accompagnati da vini capaci di amplificare i gusti all'infinito (ora chiedo a Daniela, la sommelier nonché padrona di casa, se ha voglia di dirmi quali vini abbiamo gustato).
Grazie alla grande creatività dello Chef Giacomo è stata una cena sensazionale, con gli ospiti entusiasti per un'esperienza che ha coccolato i sensi e acceso il cervello. Infatti hanno potuto concentrarsi su ogni profumo, piatto e vino presentati, assaporando, ragionando e confrontandosi non solo tra commensali ma anche tra tavoli diversi. Non è stata una cena, ma una vera esperienza.
Grazie a Daniela e Giacomo per l'entusiasmo e l'energia, e a tutti i partecipanti per aver avuto voglia di divertirsi con noi!
Non vedo l'ora di replicare a settembre.

ps
Mi dispiace un po' per la dominante gialla delle foto, dovuta al tipo di luce...

11 luglio 2016

Cena Olfattiva a Spilamberto

Se giovedì prossimo (il 14 luglio) siete in zona Parma-Modena e provincia, avete un appuntamento da non mancare: la mia prima Cena Olfattiva al Ristorante Villa alle Grazie di Spilamberto (qui il sito internet  e qui la pagina FB

Funziona così: abbiamo scomposto in note olfattive alcuni profumi famosi, e poi lo chef li ha ricomposti all'interno di alcune ricette originali, composte appositamente per questa cena, cercando la concordanza olfatto/gusto. 
Sarà riuscito a rievocare, con un piatto, la scia di un profumo famoso? 
Speriamo di sì, in ogni caso vi dico già cosa annuseremo e cosa mangeremo:

Antipasto: Versense di Versace 
Carpaccio di orata fresca in infusione di agrumi con gelatina di pera e cardamomo e fico all'arancia candita 

Primo piatto: Eau de Guerlain Strascinatti alla vellutata di patate e rosmarino con julienne di seppia al lime e lavanda in fiore 

Secondo piatto: Opium (Yves Saint Laurent)
Nocetta di rana pescatrice con salsa al pinot nero e mela alla cannella e polvere di pepe nero 

Dessert: Bronze Goddess (Estée Lauder)
Tortino al cioccolato e semifreddo al cocco con crema inglese alla vaniglia

Se volete prenotare (e ve lo consiglio caldamente) o chiedere informazioni potete telefonare a Daniela: 059 782250 oppure scrivere a: villaallegrazie@libero.it

Ovviamente io ci sarò, non vedo l'ora di gustarmi questi meravigliosi piatti!

22 giugno 2016

L'Osmothèque compie 25 anni

Il 30 giugno l'Osmothèque festeggia il suo venticinquesimo compleanno!

La cerimonia avrà luogo al Campus ISIPCA A Versailles; alle ore 16 Jean Kerléo, fondatore e primo Presidente dell'Osmothèque racconterà la creazione di questo organismo fondamentale nella conservazione del patrimonio olfattivo mondiale ed illustrerà 
25 profumi-capolavoro, raccontando com'è stata possibile la loro ricostruzione, e quindi il loro passaggio alla posterità.

A seguire, Patricia de Nicolai, attuale Presidente da ormai 8 anni, racconterà il ruolo dell'Osmothèque oggi e la visione del suo futuro, sottolineando l'importanza di questo Ente nel riconoscimento della professione di profumiere, e i risultati globali di questo settore.

Lunga vita all'Osmothèque!(sito qui)

Per informazioni e prenotazioni:
Anne-Cécile POUANT - 01 39 55 46 99 - acpouant@osmotheque.fr

Osmothèque celebrates its 25th anniversary

Celebration for the 25 years of Osmothèque (the International Conservatory of Perfumes): Thursday, June 30, 2016 - Versailles

Jean Kerléo, founder and first President of the Osmothèque will tell the creation of this organization inaugurated in 1990. He will present 25 authentic masterpieces of the past, explaining how it was possible to rebuild these lost fragrances to pass them to posterity.

Patricia de Nicolaï, President of Osmothèque for over 8 years, will discuss the Osmothèque today, and the vision of its future. She will explain how important this special place has become, its role in the recognition of a trade, and the global reach of this profession.

Osmothèque website: here 

Contact: Anne-Cécile POUANT - 01 39 55 46 99

acpouant@osmotheque.fr

14 giugno 2016

Francesca Dell'Oro Parfum: Ambrosine

Durante le fiere -ma anche nei negozi- non mi è mai passato per la mente di avvicinarmi ai profumi della linea “Francesca Dell'Oro Parfum(sito qui)
Per me il sostantivo “oro” affiancato a qualsiasi prodotto indica qualcosa di qualità scadente, che con un altro nome non si riuscirebbe a vendere. Se l'uomo-marketing gli associa il sostantivo “oro" è sicuro che almeno gli stupidi lo compreranno, evitandogli la bancarotta. A questo, sommavo il fatto che i profumi sono racchiusi in bottiglie costose, e il fatto che tutta la presentazione sia molto marketing-oriented, con fazzolettini di seta e cloche colorate dalle forme bizzarre.
Tutto questo mi faceva scappare via senza annusare nulla.
Ma sbagliavo. 
Quando mi sono presa un po' di tempo per avvicinarla di persona, ho trovato una ragazza squisita, appassionatissima di profumi. Francesca in effetti la profumeria l'ha studiata a lungo, e avendo studiato anche marketing, sa come usarlo per valorizzare al massimo quello che fa. E' una capacità, e io dovrei smetterla di avere pregiudizi al riguardo. 
Inoltre, parlando con uno dei compositori che stanno dietro alle sue fragranze ho scoperto che il suo focus principale, al di là della presentazione figa, sono realmente i profumi. Ed infatti si è impegnata tantissimo soprattutto nella composizione olfattiva, che doveva essere esattamente così come lei l'aveva in mente. 
Quindi mi sono rasserenata: “Belli o brutti – mi son detta- i suoi profumi non saranno senz'altro banali: lei non lo permetterebbe.”
E mi sono messa ad annusare.
Scriverò senz'altro altri post in seguito, ma per ora la fragranza che mi piace di più è Ambrosine, un ambrato morbido e carnale che mi ha sorpresa per originalità. Diciamo che ho svuotato la fialetta in un baleno.
Innanzitutto non è dominato da note di cisto labdano o di civettone (uno zibetto sintetico), che in genere mi piacciono ma che mi stufano anche presto. Il cisto è rimpiazzato da una bella dose di Ambrox, un sintetico costosetto che possiede la vellutatezza del muschio, la “legnosità” dell'accordo ambrato e l'animalità dello zibetto, tutto nella stessa molecola. Certo, mettere dell'Ambrox in un ambrato non sarebbe di per sé sinonimo di originalità.... ma Ambrosine lo è. Non so, saranno le altre note che lo circondano a fare la differenza: soffice, caldo, gentile, lievemente animale, l'Ambrox si lega egregiamente alla fava tonka e a qualche legno del finale, in un accordo talcato ed elegante, arricchito da una nota di rosa plastificata, quasi siliconica, la cui stranezza altrove stonerebbe e che invece qui sta benissimo. Essendo costituito perlopiù da materie prime calde e pesanti Ambrosine non si modifica molto durante il tempo, restando stabile e gentile per ore e sulla pelle, per giorni sui tessuti, avvolgendo chi lo indossa in una meravigliosa nuvola fragrante. Vi consiglio di provarlo a pelle, perchè sulla cartina resta freddo, monodimensionale.
Tutto sommato, pur inserendosi nella categoria degli ambrati, Ambrosine merita un posto a sé, diverso dagli altri: non è facile costruire un ambrato originale oggi, soprattutto se si parte da una formula corta e dominata da un sintetico piuttosto usato. Per questo mi è piaciuto così tanto da chiederne una bottiglia per il mio compleanno.
I miei complimenti a te, Francesca!

ps
(Sì, sì, poi ho capito che “Dell'Oro” è proprio il cognome di Francesca e che non può certo cambiarselo per compiacere me...)

Ambrosine (Francesca Dell'Oro Parfum)

During fairs -but also in shops- I never resolved to test "Francesca Dell'Oro" line (website here).  
For me, the word "gold" (Dell'Oro means Golden) placed near any product indicates a poor thing, which by any other name would not sell; the marketing geniuses associate it to "gold" to be sure that at least the most stupid consumers will buy it.
I then added gold to the fact that perfumes are bottled in expensive containers, and that presentation includes silk handkerchiefs and perfume cloche of bizarre shapes, and so I run away before sniffing anything.
I was wrong. When I took time to meet Francesca, I found a real perfume aficionado. Francesca  knows perfumery well, and having also a marketing degree she knows how to make the most of what she does. Her main focus, however, is always on perfumes: speaking to one of the perfumers behind her fragrances I discovered she was greatly committed in the olfactory composition, too, which had to be exactly as she had imagined. 
"Ok", I thought: "Beautiful or ugly, her perfumes won't certainly be trivial: she would never allow it."
And I started to smell.
I will add more reviews in the following weeks, but I'll start with the fragrance that striked me the most: Ambrosine, a soft and sensual amber that surprised me for originality. 
First, it is not dominated by notes of cistus labdanum or civettone (a synthetic civet), which generally I like but I also get tired of quite soon. Cistus is replaced with a nice dose of Ambrox, a synthetic note possessing a velvety, musky touch, plus a serene "woodiness", plus the animality of civet, all in the same molecule. Surely, using Ambrox in an amber scent would not qualify it as original, but instead this is; maybe the other notes around it make the real difference. Soft, warm, gentle, slightly animal, Ambrox links well with tonka bean, contributing a powdery dry down, enriched by a plastic rose note, almost siliconic, whose weirdness would be out of place elsewhere but is just perfect here
Consisting mainly of warm, heavy raw materials Ambrosine does not change much during time, remaining gently stable on skin for hours -for days, on fabrics- wrapping the wearer and their clothes in a wonderful fragrant cloud. I recommend you to try on skin, because on paper it remains cold, one-dimensional.
All in all, while fitting into the Amber category, Ambrosine deserves a place of its own, different from the others:  I fell in love with it mainly because it is not easy to build an original amber today, especially if your formula is short, and dominated by a popular synthetic.
My compliments to you, Francesca!

ps
(Yes, yes, I then realized that "Dell'Oro" is just Francesca's surname and she can't change it only to please me… )

6 giugno 2016

Azzurro di Capri (Bruno Acampora Profumi, 2016)

Durante le fiere della profumeria non mi faccio mai mancare un giro nello stand di Bruno Acampora Profumi (sito qui). Innanzitutto mi piace scambiare quattro chiacchiere con Sonia, che è una persona di rara squisitezza, e poi perchè mi incuriosisce molto il loro strano piano marketing
Devono senz'altro averne uno, nonostante sembrino andare perlopiù “a ispirazione”. Ad esempio, il fornitore delle loro famose bottigliette in alluminio gli manda un lotto di pezzi di formato sbagliato? Benissimo, loro non ci pensano nemmeno a rimandargliele indietro, ma lo prendono come un segno del destino ed escono con un cofanetto super deluxe in edizione limitata denominato “Gli Sbagliati”, con tutte le loro fragranze storiche, nelle minibottigliette da 5 ml, che sta ottenendo un successo stratosferico...
La verità è che quello che fanno lo fanno così bene, in maniera così raffinata e riconoscibilmente “Acampora” che non può non avere successo.
Però, la vera novità è “Azzurro di Capri”, il nuovo profumo lanciato in primavera in occasione di Esxence.
Tutte le fragranze di questo marchio sono caratterizzate da una ricchezza di resine, legni, note muschiate, speziate e fiorite opulente. Il fatto che siano essenze in olio, poi, le rende ancora più soddisfacenti, tridimensionali, palpitanti come animali vivi
In mezzo a tutta questa sontuosità mancava una fragranza che richiamasse l'azzurro del mediterraneo, la costiera amalfitana, il giallo degli agrumi, e per un marchio napoletano doc, questo era un po' strano. E così hanno iniziato a lavorarci.

Ne è venuto fuori un bel fiorito-agrumato con una partenza frizzante e amarognola di arancio, limone e bergamotto, che si stempera in un ricco accordo gelsomino-fiordarancio, e che si assesta nel finale su note legnose. Il tutto è immerso in una luce accecante di muschi bianchi e salati che rendono l'insieme molto contemporaneo, nonostante gli accordi siano piuttosto classici e lineari. 
Un profumo indossabile da uomini e donne senza differenza, che parla sì del mare, della costiera amalfitana e degli agrumi, ma senza catturarne i reali sentori naturali. 
Azzurro di Capri” non è per nulla un acquerello impressionista: parla invece, di una vacanza chic in costiera, di quell'idea astratta di rilassatezza estiva, di un popolo vacanziero sofisticato, cosmopolita, senza pensieri, che veste solo di lino bianchissimo e non indossa gioielli.
Come tutti i profumi Acampora, anche Azzurro di Capri è in olio, quindi dura molte ore sulla pelle con una resa più che soddisfacente e si proietta bene attorno a chi lo indossa.

Non ho fatto la prova, ma credo sia l'ideale indossato in spiaggia sotto al costume, sulla pelle calda e salata...

New from Bruno Acampora: Azzurro di Capri (2016)

During perfumery fairs I never miss a visit to Bruno Acampora Profumi booth (English website here). 
First of all because I like to chat with Sonia, a person of rare kindness, and then because I'm trying to devise their strange marketing plan
They must surely have one, but I fail to understand it: apparently, they seem to follow the "inspiration." For example, the supplier of their famous aluminum bottles ships them a batch of pieces in a wrong format? Well, they don't even think of shipping them back: au contraire, they take this as a sign of destiny and launch a limited edition, super deluxe box set called "Gli Sbagliati – The Wrong ones” with all their iconic fragrances in 5 ml minibottles, which immediately become a huge success… It's not only luck, it's things done with real passion.

However, the news is "Azzurro di Capri", the new fragrance launched in spring during Esxence.
All of Bruno Acampora scents feature a wealth of resins, woods, musk, spicy and opulent floral notes. Moreover, being oil essences, are even more satisfactory, three-dimensional, throbbing as live animals. All this olfactory richness lacked a fragrance that would evoke the blue of the Mediterranean, the Amalfi coast and yellow citruses, which, for a Neapolitan brand was quite weird. And so they started working on it.
The result is a nice floral-citrusy scent with a sizzling start of bitter orange, lemon and bergamot, steeped in a rich jasmine-orange blossom accord, which then settles on woody notes. The whole is surrounded by blinding white muscs, giving it a contemporary feel, despite its classical and linear accords. Although it does speak of the sea, the Amalfi Coast and citruses, Azzurro di Capri doesn't capture the actual natural scents. It is by no means an impressionist watercolor: it evokes, instead, an abstract idea of summer relaxation, a chic seaside holiday, sophisticated, cosmopolitan, carefree holiday folk only wearing white linen and no jewelry.
Like all Acampora perfumes, even Azzurro di Capri is in oil, thus lasting hours on the skin and projecting well around the wearer.
I didn't actually test it this way, but I feel it would be perfect on the beach, under the swimsuit on warm, salty skin.


20 maggio 2016

Ma davvero l'omo ha da puzzà?

 "L'uso di un profumo è sempre sconsigliato ad un uomo. Indispensabile invece, è un'acqua di toilette discreta…" questo testo si trova sul depliant che accompagna il profumo Messire di Jean d'Albret Orlane (qui sotto la foto), una fragranza degli anni '60 con una struttura agrumata piuttosto elegante e signorile, ma datata, che ho avuto modo di annusare grazie al mio amico Rob, che ne ha scovato un paio di scatole in una profumeria.
Quando, all'inizio degli anni '50, il marketing iniziò ad occuparsi dell'universo maschile, gli uomini non erano da tempo propensi alle frivolezze: tra guerre e ricostruzioni avevano avuto altro da fare. Proprio per questo motivo erano il settore del mercato che prometteva maggiori profitti, e quindi le aziende iniziarono ad interessarsi a loro. 
Ma come riconciliare gli uomini con il profumo, visto che era credenza diffusa che l'uomo "serio" non dovesse avere indosso altro che qualche blanda e noiosissima acqua di colonia agrumata, a testimonianza che era stato dal barbiere ed era pulito e sistemato perbenino?
Persino il gesto di acquistare un profumo per sé poteva far sentire un uomo meno "virile"! In quegli anni, essere considerato un po' frivolo, un viveur, oppure addirittura omosessuale, poteva avere un peso notevole sulla vita di un uomo.
Così vennero studiati nomi inequivocabili: dagli anni 50 apparvero i decine di profumi nominati "Pour Homme", "Pour Lui", "Monsieur" ecc, che non solo non mettevano in dubbio la mascolinità del consumatore, anzi quasi la sottolineavano. 
Queste fragranze erano composte perlopiù di aromiagrumi e legni (con lavanda e vetiver sopra a tutti), cioè quelle materie prime che le signore avrebbero rifiutato perchè ormai fuori moda e/o poco glamour

Beh, sembra stupido ma agrumi, aromi e legni vengono considerate materie prime "maschili" ancora oggi, nel 2016,  quando finalmente gli uomini di qualunque orientamento sessuale potrebbero indossare qualsiasi cosa senza sentirsi etichettati.
Prova a presentarti in profumeria chiedendo una fragranza per te stesso/tuo papà/fratello/fidanzato/miglioreamico/ecc e vedrai che la profumeria -perlopiù industriale- è ferma a 60 anni fa: al maschio serve solo mandare il messaggio "Sono pulito e a posto". Tutto quello che potrebbe renderlo interessante, unico, particolare, sarebbe meglio evitarlo perchè ambiguo. 
Che detto con un minor numero di parole è: maschio=noia

Tra l'altro molti restano convinti che l'odore migliore per un uomo sia quello della propria pelle -possibilmente pulita-, e ammetto che in certi casi sia proprio così (soprattutto se l'alternativa è una lavanda scialba e grigetta, un "vorrei ma non posso" carico di finto oud o un ozonico malcomposto che sa solo di rinfrescume), ma io resto dell'idea che il profumo giusto, sull'uomo giusto, lo renda irresistibile. Non solo non gli metterà addosso nessuna etichetta, ma lo renderà "più sé stesso", qualunque cosa questo significhi per lui.
Voi che ne pensate?


10 maggio 2016

Le candele di Mariangela Rossi: Are you ready to smell?

A furia di scrivere di profumi, a qualcuno viene la voglia di provare a farli. 
A volte il risultato è positivo, altre volte…. vabbè, dai così così. 
In questo caso vi racconto di un risultato positivo:  la linea di candele "Ready to smell?"di Mariangela Rossi.
Mariangela Rossi è una giornalista che da molti anni scrive di cosmetica, benessere e life-style su tutti i più importanti magazine femminili, oltre ad aver pubblicato due libri sul profumo e quindi è costantemente a contatto con profumi e fragranze, e le conosce bene.
"L'anno scorso ero sul treno, di ritorno da una fiera della profumeria, quando ho pensato: dai, questa volta ci provo davvero!" mi dice, con un gran sorriso. "E così ho fatto: ho selezionato un blend di cere vegetali, un bicchiere bello e lineare di vetro satinato bianco, uno stoppino di tessuto naturale e… sono partita. Volevo che le mie candele evocassero il Gran Tour tra le più evocative località italiane, che usava tanto qualche secolo fa.

Poi è arrivato il momento di far comporre le fragranze. "Ovviamente io non sono un compositore, quindi mi sono affidata ad un'azienda, ma sapevo benissimo cosa volevo, anzi praticamente avevo in mente la piramide già bell'e pronta!". 

Per iniziare il suo Gran Tour, Mariangela ha pensato alla Toscana, a Milano e a Portofino "Lucca, Milano e Portofino sono i miei luoghi dell'anima, luoghi che conosco bene e in cui ritrovo me stessa. Io li vedo così, e volevo condividerli con gli altri."
Toscana è una candela dai sentori strutturati e complessi: legni, iris fiorentino e note di fico, coniugati con l'incenso delle basiliche. Molto intenso e mistico.
Portofino invece è spensierata ed estiva; iodata, luminosa di agrumi, muschiata con un gelsomino esuberante, è allegria, freschezza, e l'ho apprezzata persino io che con gli ozonici non vado molto d'accordo, mi mette di buon umore.
Milano invece è un mix sofisticato, vellutato, delicatamente speziato (zafferano) e fiorito, con un'atmosfera che richiama i salotti milanesi. Un po' posh. 
A me sono piaciute molto sia le fragranze delle candele -le ho trovate interessanti e complesse, piacevolissime- che i dettagli "tecnici", curati da qualcuno che sa come si fanno le cose: la cera si scioglie in maniera uniforme e la fragranza si sente bene nell'aria, senza invadere ma in maniera ben presente, lo stoppino viene consumato bene, non si annerisce cadendo poi nella cera calda e rovinandone l'estetica.

Le candele sono disponibili in tre misure, a 45 euro, 85 euro e 140 euro la misura grande, con tre stoppini.
Il Gran Tour proseguirà con altre città italiane ma per ora non vi posso rivelare quali...
La linea "Ready to smell?" è in vendita in alcuni Luxury Hotel nelle località del Gran Tour, presso Garibaldi12 a Genova, e sul sito Ikrix.com.
Se avete domande o commenti, qui trovate il facebook di "Ready to smell?"e potrete interagire direttamente con  Mariangela,