15 agosto 2017

Naja (Vero.profumo, 2017)

Nelle intenzioni di Vero Kern, compositrice svizzera capace di emozionarmi come pochi altri, il suo nuovo profumo Naja doveva rappresentare l'archetipo del serpente. Anzi, del Cobra reale. Il Cobra come emissario della Terra, del suo calore, della sua forza primitiva e trascinante, del potere di dare e togliere la vita. Naja come personificazione della saggezza degli sciamani, della loro conoscenza del ciclo delle anime. Naja come le spire che ti avvolgono, l'ipnosi dello sguardo, il buio della tana nascosta. Persino io, che aborro i serpenti, ne sono rimasta affascinata! 

Naja -il profumo- mi ha riportato alla mente alcuni grandi classici del passato-molto-passato, accomunati da una nota tabacco di grande morbidezza: Habanita di Molinard, Tabac Blond di Caron, e sopra tutti lo splendido Scandal di Lanvin. Ma anche l'Ambre Antique di Coty, Zibeline di Weil e alcuni vecchi Lentheric. Insomma, il meglio del meglio tra i progenitori dei profumi al tabacco. 
Perchè la vera maestria di Vero, quel che la rende così speciale, è la capacità di assorbire le lezioni della grande profumeria classica, farle proprie e riproporle in maniera personale e moderna, completamente originale, senza che sembrino datate. Non lo sa fare nessun altro, e io mi inchino davanti al suo talento.
Il suo Naja si scioglie letteralmente sulla pelle di chi lo indossa con una sensazione di “aura profumata” difficilissima da ottenere: in effetti non senti il profumo come entità a sè, piuttosto, percepisci chi lo indossa come soffuso di una delicata aura dorata molto intrigante. 
Naja dura un'eternità, avvolgente come una carezza, elegante come un paio di guanti preziosi. E' costruito intorno all'accordo pelle, arricchito e arrotondato dall'osmanto e dalla sua incredibile sfaccettatura albicocca, e da note di miele e tiglio che lo rendono tenero e polveroso. Tutto qui. 
Semplice, no?
No, dentro c'è molto di più.
C'è una saggezza ancestrale, quella degli sciamani che sanno come redimere i conflitti tra due mondi, c'è una tonnellata di amore materno, di quello che ti abbraccia senza costringerti, e ci sono lunghi discorsi davanti al fuoco: parole sussurrate, pelle su pelle, occhi negli occhi, un sospiro dietro l'altro fino all'alba.


Ecco, alla fine, è di questo, che dovrebbero parlare i profumi secondo me…

Sito di Vero.profumo: qui



New from Vero,profumo: Naja (2017)

In Vero Kern's intentions (a composer who is able to enchant me as very few others), her new scent Naja had to represent the archetype of the snake. Of Cobra, to be precise.
Cobra as Earth's emissary, embodying its warmth, its primitive and dragging force, the power to give and take life. Naja is shamans' wisdom, the knowledge of the cycle of souls. Naja is the twists surrounding you, the hypnothic look, the darkness of the hidden den.
This perfume reminded me of some masterpieces of the past -very much past- featuring a warm, soft tobacco note: Molinard's Habanita, Caron's Tabac Blond and above all Lanvin's marvelous Scandal. But also Coty's Ambre Antique, Weil's Zibeline and some Lentheric. That is, half a  dozen tobacco scents' ancestors. The best of the best.
Because Vero's true skill, which makes her so special and unique, is her ability to absorb the lessons of classical perfumery, master them in her personal way and re-work them with her contemporary, original voice, avoiding the “outdated” feel. No one else is able to do it, and I bow at her talent.
Her new Naja literally melts with the wearer's skin with that “perfumed aura” feeling so rare to be achieved, and lasts forever, enveloping like a caress, as elegant as a pair of precious gloves.
It is built around a leather accord, enriched and rounded up by osmanthus with its incredible apricot facet, and hints of honey and linden, giving it a tender and powdery direction. That's all. Simple, right?
But inside, much more than this is happening. 
There is an ancestral wisdom, that of shamans who know how to redeem conflicts between worlds, there is a ton of maternal love, embracing you without forcing you, and above all there are long, murmured speeches in front of the fire, skin on skin, eyes in the eyes, one sigh after another until dawn.

Well, isn't this stuff perfumes should be about?

Veroprofumo website here

11 agosto 2017

1001 (Luca Maffei per Nobile 1942)

Il nuovo lavoro di Luca Maffei per Nobile 1942 (sito qui) mi è piaciuto subito, al primo sniffo. Mi ha incantata la sensazione di freschezza che rimane per ore addosso, e che non è facile far durare così a lungo. Merito di un accordo riuscitissimo tra bergamotto, pepe rosa, zenzero, papiro, elemì ed incenso, ovvero note fresche, luminose, secche, verdi, che lavorano insieme creando un filo metallico che lega testa, cuore e coda e rende la fragranza coerente dall'inizio alla fine. Molto piacevole e ben orchestrato. 
Ma il profumo non è tutto lì. 
A renderlo più coinvolgente c'è una corrente calda, morbida, voluttuosa composta da curcuma, rosa, patchouli e legno di sandalo che soffiano sotto alla composizione un respiro caldo, esotico, piuttosto sensuale, che serve tanto a far risaltare la freschezza delle altre note, quanto a dare corpo e rotondità a tutta la fragranza. Riuscire a far stare dentro un profumo tutta questa roba contrastante senza cadere nel caos più totale non dev'essere stato semplice, ma Luca ci è riuscito benissimo: il risultato è complesso e sfaccettato, ricco, affascinante dall'inizio alla fine, esattamente come le Mille e Una fiaba che la mitica Sheherazade raccontava ogni notte al Re Shahriyar per salvarsi la vita. Ed esattamente come le sue fiabe, godibilissimo da un pubblico maschile quanto femminile.
1001 ha una proiezione abbastanza buona, senza strafare, e dura qualche ora. Su pelle e su tessuto esce in maniera abbastanza diversa: il tessuto enfatizza le note fresche, su pelle la fragranza risulta più completa.

Se Stefania Giannino, Direttore Creativo di Nobile 1942, aveva intenzione aprire una nuova strada per il suo marchio, direi che la direzione scelta è a dir poco entusiasmante!  

New from Nobile 1942: 1001

I liked 1001, Luca Maffei's new work for Nobile 1942 (website here) at first sniff. I was charmed by its intense freshness, holding on skin for hours, which is not an easy result to obtain. It is due to a bright, dry, green accord of bergamot, pink pepper, ginger, papyrus, elemì and incense that work together creating a wire binding top, heart and base and making the fragrance subsequent in all its lifetime. Very pleasant and well orchestrated. 
But the perfume is not all there. 
To make it more engaging a soft, voluptuous undercurrent was introduced, consisting of turmeric, rose, patchouli and sandalwood, melting into each other and blowing a warm, exotic, rather sensual breath, which helps bring out the freshness of the other notes and give body and roundness to the whole fragrance. 
I bet it was not easy to introduce all this opposing materials in the same scent without transforming it into a total chaos, but Luca has accomplished this task successfully: the result is complex and multifaceted, rich, fascinating from start to finish, just like the Thousand and One Tales that mythical heroine Sheherazade used to tell every night to King Shahriyar to save her life. 
And just like her tales, fully enjoyable both by male and female audience.
1001 has a pretty good projection, without overdoing, and lasts a few hours. On skin and fabric comes out quite differently: fabric emphasizes the fresher notes, on skin the fragrance is more complete.
If Stefania Giannino, Creative Director of Nobile 1942, was planning to start a new path for her brand, I would say the chosen  direction is at least exciting!


24 maggio 2017

B&B allo Smell Festival: -4!

Oggi, mercoledì 24, ha inizio a Bologna lo Smell Festival: quattro giorni di incontri, arte, spettacoli, conferenze e degustazioni, tutte all'insegna del'olfatto. 
Da anni Francesca Faruolo, fondatrice e animatrice e fondatrice del festival, si sforza di portare la discussione e la condivisione sull'estetica delle fragranze ad un livello sempre più alto, proponendo stimoli diversi ed interessanti. 
Io sarò lì domenica 28 alle 12, presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, a festeggiare i dieci anni di Bergamotto e Benzoino, e a raccontarvi come si è evoluta la comunicazione del profumo in rete in questi dieci anni. 
Chi potrà andarci anche gli altri giorni è fortunato perchè  il programma di quest'anno è ricchissimo, lo potrete trovare cliccando qui . 
Allora vi aspetto domenica per parlare di profumo! 

8 maggio 2017

28° Premio Accademia del Profumo

Mercoledì 3 maggio si è svolta la premiazione della 28esima edizione del Premio Accademia del Profumo (ne avevo già parlato qui in quanto partecipante alla Giuria Tecnica).
Finalmente sono stati rivelati i profumi vincitori!



Se volete saperne di più potete visitare il sito di Accademia del Profumo, qui).
Aurelien Guichard ha fatto una doppietta, aggiudicandosi sia il Miglior Profumo Donna con Narciso Eau de Parfum Poudrèe (che ricordo di aver votato con gioia -avrei alzato due mani, non una- perchè mi piace veramente tanto) che la miglior creazione olfattiva con Want Pink Ginger (DSquared2). 
Nella foto qui sotto è a destra, e ritira il premio insieme al team di Shiseido Group Italy e Luciano Bertinelli, il Presidente di Accademia

Nella foto sotto invece  Olivier Polge ritira la menzione speciale per Chanel N.5 L'Eau, tra Giorgia Surina (la presentatrice della serata) e Luciano Bertinelli.






















Nella foto sotto, un momento della cena.







E ora, inizia il viaggio per l'edizione n.29!

(Foto Accademia)




Che odore ha la tua scrittura?

Martedì 9 maggio sulla terrazza dell'ex Hotel Miramare (Genova)  si svolgerà l'aperitivo letterario "Che odore ha la tua scrittura?Ospiti dell'incontro saranno gli scrittori genovesi Ester Armanino (Storia Naturale di una Famiglia, Einaudi) e Simone Leoncini (La Posta in Gioco, Robin Editore), con cui parleremo di storie: raccontate attraverso le parole o le note olfattive. Io modererò l'incontro e proverò a riflettere insieme agli autori sulla possibilità che anche la scrittura abbia un odore personale.
L'aperitivo, organizzato da Nobile1942 avrà luogo dalle 18 in poi; l'ex Hotel Miramare è in Via Pagano Doria 1 (lato Stazione Principe). Sarò l'occasione per annusare, per chi non lo conosce, il nuovo profumo di Nobile 1942 dal nome 1001!
Ingresso 10 euro.
Vi aspetto!

22 marzo 2017

Esxence 2017: -1 al via!

Ci siamo! 
Domani, giovedì' 23 marzo, si aprono le porte della nona edizione di  Esxence, il salone della profumeria d'Eccellenza (sito, indirizzo e tutte le info: qui), che quest'anno avrà come tema "The Garden of Eden" (il Giardino dell'Eden).
Io ovviamente ci vado: giovedì e venerdì, e forse anche sabato mattina. 
Non vedo l'ora di poter annusare le novità di alcuni marchi, di rivedere un po' di amici, di conoscere realtà nuove e soprattutto di festeggiare i successi della profumeria italiana, che in questo momento sta esprimendo veramente l'eccellenza della profumeria, con compositori e brands amati e ricercatissimi in tutto il mondo.
Da domani vi aggiornerò in tempo reale, anche sulla mia nuova pagina Facebook

21 marzo 2017

Prima Giornata Nazionale del Profumo

Oggi, 21 marzo è la prima Giornata Nazionale del Profumo, indetta dall'Accademia del Profumo. Triplo urrah per l'Accademia, era ora che qualcuno pensasse ad istituirla!!!

Festeggiatela profumandovi tantissimo (io oggi indosserò l'Eau Parfumèe au The Bleu di Bulgari) e seguendo questo link  qui che vi porterà sulla pagina del sito di Acacdemia del Profumo. Lì potrete votare le foto più belle legate al tema profumo, e leggere le Memorie profumate di alcune blogger/scrittrici e giornaliste (… tra cui anche le mie!).

Buona giornata del Profumo a  tutti!

14 marzo 2017

Intervista a Luca Maffei (3/3)

(quest'intervista inizia qui)

In Atelier Fragranze (qui), Luca lavora accanto a Maurizio Cerizza, uno dei maggiori compositori italiani, autore di molte fragranze di successo (primo da destra nella foto qui accanto, presa dal loro sito). Ti capita spesso di lavorare a quattro mani con Maurizio?
Sì, è successo molte volte ed è un arricchimento. Lavorare in due permette di approcciare un progetto da due punti di vista diversi, e il progetto ne guadagna.


Cosa pensi della nuova tendenza che ha moltiplicato esponenzialmente i lanci cosiddetti “artistici” e la nascita di decine di marchi “di nicchia”?
La profumeria artistica sta vivendo una vera e propria bolla, con l'accelerarsi vertiginoso della richiesta. Tutti vorrebbero lanciare il nuovo Mitsouko o Fahrenheit, ma accelerare i tempi di composizione, e produrre 600 profumi “di nicchia” l'anno significa anche ridurre il tempo vitale di un profumo, che dopo 4-5 anni viene già ritirato dal mercato. Magari quel profumo era costato tanta fatica al compositore, magari era bello, strano, originale... ma in un mondo velocissimo questo non conta, viene ritirato lo stesso. Pensare che mia madre ha indossato Mitsouko per trent'anni!
Ma la bolla della nicchia ha anche fatto aumentare l'attenzione sul profumo, e questo è un bene. Anche  la competenza del committente è in aumento. Chi mi chiede una fragranza, perlopiù ha le idee chiare su cosa desidera.




Ci sono progetti di cui vai più fiero?
Io cerco di dare il massimo in ogni progetto a cui lavoro, quindi mi sento orgoglioso di tutto quello che ho fatto finora.

Luca, cosa ti dà piacere nella vita?
Potenzialmente tutto quello che mi sorprende e mi emoziona: una serata piacevole, una buona cena, un viaggio in una città che non conosco.

Rimarrei volentieri a chiacchierare ancora con Luca, ma l'ora e mezza che ci siamo regalati è già finita e io devo, a malincuore, lasciarlo al suo lavoro. Lo vedrò senz'altro ad Esxence, dove alcuni brands, italiani e non, presenteranno i profumi su cui lui ha lavorato negli ultimi mesi. 
Intanto grazie Luca per il tempo che mi hai dedicato e in bocca al lupo per tutto!!!

7 marzo 2017

Intervista a Luca Maffei (2/3)

 (l'intervista inizia qui)


Cos'è per te la Natura?
La Natura è il vertice dell'ispirazione. E' una sfida a replicarla. Quando lavoravo a Rose Taif di Perris Montecarlo (qui),  Gian Luca continuava a dirmi: ”Rendila vera! Voglio annusare il fiore vivo!”. Fu una sfida difficile ma il risultato mi soddisfa molto.
Invece, quando lavorai per il loro profumo Oud Imperial, l'indicazione di Gian Luca fu completamente diversa: aveva chiesto un vero oud orientale, così come lo indosserebbero i medio orientali: ovvero ricco, pesante, naturalmente legnoso e “sporco”, terroso. Più ci lavoravo più mi diceva “Sporcalo, sporcalo!”.

Quali materie prime ami particolarmente?
Legni e spezie mi piacciono molto.

Secondo te cosa serve per comporre buoni profumi?
Il 40% di studio, il 30% di esperienza, il 20% di passione, quella che ti fa cercare, studiare, progredire e il 10% è tutta quella sfera di emozioni, sentimenti, ricordi, e sintonia con il committente.

Sintonia con il committente?!?
Certo! Io sono una persona epidermica, se non c'è feeling “a pelle” con il committente, faccio più fatica a portare avanti il progetto!

Luca è un emotivo, vedo che cerca di essere chiaro, preciso e razionale mentre risponde alle mie domande, ma capisco benissimo che si emoziona nel darmi certe risposte, e che ha paura che quest'emozione possa trasparire e renderlo meno “autorevole”, meno “personaggio”.
"A chi fa il mio lavoro -più nell'industria che nella nicchia- viene chiesto di dimenticarsi di questa parte emotiva, sognatrice: deve essere più “democratico” e meno “sognatore”: prezzo, sillage, tenuta sono considerate più importanti dell'emozione che il profumo suscita."
Eppure quando l'emozione emerge, rende ogni cosa indimenticabile e il profumo non fa eccezione, no?

Per te il profumo è arte?
Oggi non saprei risponderti. Per quanto riguarda la profumeria del passato non ho dubbi: Guerlain, Coty, Caron erano come Degas e Monet, ma oggi la profumeria è cambiata parecchio, e mi pare si avvicini più al design che all'arte. Cioè, Alberto Morillas, Geza Schoen ecc, più che Mondrian o Tintoretto, io li vedo come Alvar Alto o Philip Starck!

Ci sono dei profumi che ti hanno convinto a fare il compositore?
Sì, ad esempio Polo Sport, il primo profumo che ho utilizzato e che mi piace ancora. Se qualcuno ce l'ha me ne accorgo a metri e metri di distanza! Poi Versace The Dreamer, che mi ha conquistato anche a causa di una originale surdose di salvia sclarea.
Anche Declaration di Cartier è un profumo che ho amato molto. Per quanto riguarda i femminili, adoro Coco di Chanel (mia madre lo usò per decenni!) e poi Insolence di Guerlain: lo trovo incredibilmente sexy e femminile!

(L'intervista continua qui)




1 marzo 2017

Atelier di Profumeria "L'Elisir d'Amore" dedicato a Lele Luzzati

In occasione della messa in scena dell’opera “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti in programma al Teatro Carlo Felice di Genova (19-28 marzo) sono previste attività laboratoriali sia presso il Museo Luzzati sia presso il Teatro. Domenica 12 marzo ore 10.00-13.00 c/o Museo Luzzati a Porta Siberia, Atelier di composizione Olfattiva “ELISIR D’AMORE” con Marika Vecchiattini

Il Laboratorio dura circa tre ore; nella prima parte illustrerò le regole base per la composizione di un profumo ed esploreremo le materie prime più amate ed utilizzate in profumeria. Poi i partecipanti avranno a disposizione le materie prime, i flaconi e tutto l'occorrente per mettere in prtica le regole apprese, componendo una fragranza personalizzata.
Io agevolerò la creazione di profumi effettivamente gradevoli ed indomabili correggendo gli eccessi e offrendo suggerimenti e migliorie.
A fine incontro ad ogni partecipante resterà, come souvenir dell'incontro, un flacone con 30ml della propria composizione.

A tutti i partecipanti all’Atelier saranno riconosciuti biglietti a prezzo promozionale per l’opera, a presentazione presso la Biglietteria del Teatro Carlo Felice della ricevuta di partecipazione.
A tutti titolari di biglietto de “L’elisir d’amore” sarà riconosciuto biglietto a prezzo ridotto alla mostra Dylan Dog (Museo Luzzati)

Per info, costi e prenotazione (i posti sono limitati) potete scrivere a bergamottoebenzoino @ live.it (togliete gli spazi) oppure commentate questo post con la vostra email (io non la pubblico ma la uso per scrivervi).

24 febbraio 2017

Intervista a Luca Maffei (1/3)

Incontro Luca Maffei nel suo laboratorio di Atelier Fragranze Milano (sito qui) un martedì mattina che sembra già primavera.

Atelier Fragranze Milano è l'unica azienda Italiana nel cuore di Milano (la produzione si svolge altrove) e così Luca mi accoglie direttamente nel suo laboratorio, un luogo da sogno dove sono conservate oltre mille materie prime suddivise in categorie.
Luca mi mostra anche un cassetto dove vengono custodite gelosamente alcune specialità.
Poi saliamo al piano di sopra, e io inizio con la mia raffica di domande.

Luca, sei un profumiere giovanissimo, eppure hai già un curriculum di tutto rispetto (lo trovate qui, sul sito dell'Accademia del Profumo). Inoltre quest'anno hai vinto anche l'Adjiumi Awards (qui), che è il premio conferito dagli appassionati veri, quelli che le fragranze le comprano, ne parlano, se le scambiano, ne sono letteralmente ossessionati. C'è una grande aspettativa su di te. La senti?
Certo che la sento! E... sì, beh, devo riconoscere che un po' di paura ce l'ho. Però è una paura bella, perchè l'aspettativa significa che il lavoro che faccio viene riconosciuto e valorizzato, no?

Come hai deciso di fare il compositore di profumi?
Veramente io avevo preso un'altra strada. Mio padre è stato per anni l'AD di Créations Aromatiques (oggi Symrise) e poi ha aperto una sua società M&M Fragrances, dove ho iniziato a muovere i primi passi in questo settore. Sapevo che avrei lavorato nel mondo della profumeria, ma davo per scontato che sarebbe stato in ambito commerciale o di marketing. Materie prime e profumi hanno sempre girato in casa mia -se riguardo indietro me ne rendo conto- ma non avevo un vero e proprio training. Poi ebbi la fortuna di incontrare alcuni compositori di profumi e di parlare con loro del loro lavoro: per me fu come una rivelazione. Mi venne voglia di cambiare direzione e così iniziai a studiare davvero.

Cosa ti piace del tuo lavoro?
Tante cose... ad esempio è bello vedere come da un brief, cioè da una serie di parole scritte su un foglio, nasca poi un liquido capace di evocare proprio quelle parole, di renderle vere e concrete, comprensibili a tutti. A me sembra una specie di magia...
Inoltre, trovo straordinario l'olfatto come senso che collega tutti gli altri. Mi spiego: ad esempio, quando lavoro l'iris mi pare di toccare il fiore, mi sembra di sentire sotto le dita la vellutatezza dei petali, le aldeidi invece mi fanno sentire in bocca un sapore metallico e lucente...

Quali sono gli autori che ammiri?
Sono molti, ma Jean Claude Ellena, Alberto Morillas, Calice Becker e Yann Vasnier sono i primi nomi che mi vengono in mente.

Da cosa trai ispirazione?
L'ispirazione è tutto e niente, e dipende strettamente dai lavori che mi commissionano. Ho composto profumi a partire dal concetto di chakra, profumi basati su ricette di cucina, profumi che dovevano evocare i colori o mercati asiatici... Quando leggo un brief, la prima cosa che faccio è chiudere gli occhi e dedicare un po' di tempo ad immaginare che odore avrebbe per me quella cosa. Il lavoro di ricerca viene dopo.
Per Nèa, di Jul et Mad (qui), il profumo che ha vinto l'Art and Olfaction Award 2016, i ragazzi mi avevano inviato un moodboard ispirazionale. Nella foto si potevano vedere un mercato, dei fiori, ceste ricolme di frutta colorata, una strada e delle persone. Tutto era colorato e dava idea di grande vivacità. Ho chiuso gli occhi e ho immaginato l'odore della frutta, dei fichi, dei fiori...

Poi Luca mi spruzza una fragranza, con un punta di pepe rosa e un accordo di sandalo: confortevole, pulita, rasserenante, molto moderna, completamente unisex, che aumenta il volume mano a mano che passa il tempo.
Questa è N.2, della nuova linea blu di Histoires des Parfums (qui). Mi era stato chiesto un profumo bianco. Il bianco è come un prisma che riceve la luce bianca e che restituisce un raggio colorato...
Ed in effetti la fragranza ha un che di... bianco!
(Continua nel prossimo post)
Domani, sabato 25 febbraio dalle 10 in poi Bergamotto e Benzoino e gli amici di Adjiumi incontrano Luca nel suo laboratorio. Connettetevi con la pagina Facebook di Adjiumi (qui) per il racconto in tempo reale!


20 febbraio 2017

Il mio Facebook/My Facebook

Da qualche tempo ho reso attiva la mia pagina Facebook "Bergamotto Benzoino" (senza la "e" in mezzo). 
Sto facendo un po' di pratica su questo social, per me sconosciuto fino a poco tempo fa. Su Facebook è tutto più immediato, riesco a mettere foto e testi sulle cose che annuso lì per lì, sui profumi che indosso, quelli che testo o che sento nell'aria… insomma si perde l'approfondimento, il racconto dettagliato sulle fragranze ma si guadagna un'immediatezza che… beh, mi piace molto. Se venite a trovarmi, chiedetemi l'amicizia, ok?

Since some time ago, I have opened my Facebook page Bergamotto Benzoino without the "e" in the middle (you can find it here) and now I'm practicing this social that, until some time ago was completely unknown to me. I put pictures and thoughts about fragrances I smell, test or wear everyday. On Facebook you lose the depths of detailed reviews but you gain freshenss and immediacy I like a lot. If you happen to come to my page, ask friendship, ok?

15 febbraio 2017

Premio Accademia del Profumo: riunione della Giuria Tecnica

Ieri ero a Milano per riunirmi con gli altri giurati che compongono Giuria Tecnica del "Premio Accademia del Profumo" 2017 (visita qui il sito dell'Accademia!). 
Abbiamo votato i profumi finalisti di ogni categoria, sia maschile che femminile, tra cui miglior creazione olfattiva, miglior packaging, migliore comunicazione pubblicitaria, miglior profumo italiano.

Anche il voto del pubblico ovviamente ha il suo peso per determinare i vincitori, e se avete voglia di partecipare alla votazione, potete andare sul minisito che l'Accademia ha appositamente realizzato, QUI e dare il vostro voto, ma attenzione, solo fino al 13 aprile!



Per me è stato elettrizzante far parte della Giuria, e stare intorno ad un tavolo con i migliori esperti ed addetti ai lavori con decine d'anni di esperienza è stato stimolante (e a dirla tutta anche intimidente…).
Ora però vorrei che la premiazione fosse domani e potessimo tutti far festa!!!










7 febbraio 2017

Conversazioni/Degustazioni Olfattive

Le mie conversazioni/degustazioni sui temi del Profumo e dell'Olfatto stanno per riprendere, finalmente! 

Gli incontri saranno ospitati presso il prestigioso Museo Luzzati di Genova (Porta Siberia, Porto Antico, sito qui) e questo mi rende particolarmente felice: un pò perché lì mi sento a casa, ma anche perchè è uno di quei piccoli musei che racchiudono al proprio interno delle gemme preziose, e mi fa piacere farvelo conoscere.

II primo incontro è previsto per Giovedì 16 Febbraio, dalle 18.30 alle 20 circa, con il tema “Hermès e Chanel: due marchi storici a confronto”.
Per gli incontri da marzo fino ad ottobre sto componendo un calendario di argomenti, tra cui: “Muschio o muschi? Animali, vegetali o sintetici? Cosa sono, come si usano, in quali profumi si trovano le materie prime muschiate” (Giovedì 9 Marzo).

Odori sintetici, odori naturali: quali sono i “migliori”? Sicuri di saper riconoscere le differenze?” (Giovedì 6 Aprile)

Profumi e pubblicità. Gli occhi e il naso percepiscono il profumo in due modi diversi?” (4 Maggio)

Tra Eros e Tanathos: amore e morte nel mondo dei profumi” (25 Maggio)

Ovviamente vi terrò aggiornati su scaletta, orari e costo; se pensate di partecipare segnalatemelo (qui o su Facebook), altrimenti potreste non trovare posto a sedere.
Vi aspetto!


PS
Il Museo Luzzati è raggiungibile facilmente con gli autobus, in auto (parcheggio a pagamento davanti all'ingresso) e anche a piedi, dal centro, scendendo lungo via San Lorenzo.  

31 gennaio 2017

Mandrake e Digitalis (Carlos J Vinals e David Apel per Les Potions Fatales)

Les Potions Fatales (sito quie' il nome di una nuova linea di profumi ispirati a piante come la datura, la digitale, la mandragola, il papavero, la belladonna, la cicuta, ecc, ovvero piante conosciute per il loro potere curativo, vivificante, afrodisiaco che se usate in quantità eccessiva diventano vere e proprie "armi letali"
Per secoli queste piante sono state impiegate per accendere la passione, per potenziare l'energia, per guarire le malattie, ma anche per far fuori in maniera “pulita” alti prelati, nobili, politici scomodi, mogli e mariti fastidiosi… 
Alla fine è sempre la quantità a creare problemi e mai la materia prima in sé stessa, vero? Persino il sole ti uccide, se ne prendi troppo! 
Queste piante, con la loro dualità vita/morte, forse sono qui per insegnarci proprio la misura, la sobrietà, l'uso senza abuso, il non esagerare… 

L'idea di creare dei profumi ispirati alle piante “letali” non è nuovissima (penso a "Datura Noir" di Lutens, a "Mandragore" di Goutal ecc), ma non era mai stata usata come ispirazione per una linea intera, e mi è piaciuta. 
Però ho trovato diciamo… "strabiliante" uscire d'un botto con ben nove fragranze! Va bene che il fondatore di Les Potions Fatales  è Joseph Quartana (già fondatore della linea Six Scents) e credo che abbia chiara la direzione in cui vuole andare e abbastanza esperienza per sapere quel che fa, però io avrei centellinato le uscite anno dopo anno…

Le Potions Fatales sono tutte piacevoli, interessanti e nonostante il concetto che le ha ispirate non sono fragranze intellettualmente sfidanti né complicate, anzi possiedono una immediatezza vivace e molto contemporanea, ed un'indossabilità perfetta. Le ho annusate tutte ma ne ho potute indossare bene solo due: Digitalis e Mandrake.

Digitalis (di David Apel) è un verde fresco e lievemente ozonico, con una nota fruttata acidula e acerba che fa pensare ad un prato di notte, acceso da 1000 lucciole che illuminano la danza delle fate. Secondo me un'ottima fragranza, interessante, originale, con una frizzantezza esilarante che apre gli orizzonti della mente.

Mandrake (di Carlos J Vinals) invece è una sorta di orientale fruttato. E' dominato da una nota rossa e vellutata che mi ha ricordato la mela di Biancaneve, sopra un fondo legnoso e lievemente affumicato. Sensazioni contrastanti di calore/freschezza, golosità/rigore, luce/ombra. 
Contiene un misterioso accordo “Dipendenza letale” che mi ha causato uno scoppio d'ilarità. Mi piace quando un marchio mostra un po' d'ironia.


Con un costo medio di 160$ per 50ml di profumo, queste Potions Fatales non lasciano molto spazio per l'acquisto compulsivo (e forse è un bene, perchè altrimenti ne avrei già comprate tre!). 
Però potete trovare qui un fantastico cofanetto-scoperta a 56 $, su cui secondo me varrebbe la pena mettere le narici, per studiarsi bene tutta la linea e scegliere qual'è il veleno giusto per uccidere la tristezza.

Digitalis and Mandrake (By David Apel and Carlos J Vinals for Les Potions Fatales)

Les Potions Fatales (website here) is the name of a new line of fragrances inspired by plants such as datura, digitalis, mandrake, poppy, belladonna, hemlock... plants renowned for their healing, energizing, even aphrodisiac powers that, when used in excessive amounts, become lethal
For centuries they have been used to ignite passion, to enhance energy, to cure diseases, but also to take out "cleanly" politicians, priests, noblemen, husbands and wives...
In the end, the problem is always the amount you take, never the raw material itself, right? Even the sun kills you, if you get too much! 
These plants, with their life/death duality, might be here to teach us sobriety, or the use without abuse (a much-needed lesson, isn't?)

The idea of creating perfumes inspired by "lethal" plants is not completely new (think of "Datura Noir" by Serge Lutens, or Goutal's "Mandragore"), but it had never been used as inspiration for an entire line, and I liked it. 

Even if launching a line already equipped with nine scents may sound quite challenging, the founder of Les Potions Fatales is Joseph Quartana (former founder of Six Scents line) and I think he's got a clear vision of which direction he wants to go, and enough experience to know what it takes to go there.

However, fragrances in this line are nothing too complicated or intellectual: they are immediately interesting, lively, extremely wearable, with a contemporary feeling

I smelled all of them but I've been able to wear only two: Digitalis by David Apel and Mandrake by Carlos J Vinals.

Digitalis is a fresh, green and slightly ozonic scent featuring a sour, bitter, fruity note. I sprayed it on my arm and I envisioned a lawn at night, lit by 1000 fireflies that light up a dance of fairies. In my opinion a very good fragrance: interesting, original, hilarious, fizzling, good for opening the mind's horizons.

Mandrake is instead some kind of fruity oriental. It's dominated by a red, velvety note that reminded me of Snow White's apple on a modern woody, slightly smoked base. Mixed feelings of warmth/freshness, delicacy/rigor, light/shadow. It contains a mysterious accord named "Lethal addiction" that caused me a burst of laughter. I love it when brands shows a little irony.

With a cost of $ 160 (on average) for 50ml of perfume, these Potions Fatales do not leave much room for compulsive buying (and perhaps it is good, because otherwise I would've already bought three!). 
But here you can find a fantastic discovery set with all nine fragrances for $56 which I think it would be worth putting your nostrils on, in order to study all the offerings and chose your own Potion Fatale.

20 gennaio 2017

Or+Ange (Cecile Zarokian per Uermì, 2016) 2/2

Or+Ange di Uermì mi è piaciuto. 
E' uno strano agrumato caldo e leggermente gourmand/fruttato, parecchio intrigante e non facilmente afferrabile, che ho indossato con curiosità. Lo spruzzi e non puoi fare a meno di continuare ad annusarlo, senza capire che genere di creatura hai davanti
Una colonia moderna? 
Un profumo agrumato particolarmente intenso? 
Un profumo muschiato con degli agrumi? 
Un gourmand con dei muschi? 
Boh! 
In ogni caso non appena lo indossi ti sembra qualcosa di semplice e rassicurante, quasi infantile, e ti illudi di averlo compreso...  invece dopo una mezz'ora intuisci che c'è un'idea forte, e che il profumo non è tutto lì. Oltre a tutta la parte naturale degli agrumi e a quella luminosa dei muschi, il profumo possiede una qualità plastificata, artificiale come una bambola di gomma, che prende l'idea della Colonia classica e la porta in una direzione diversa, difficilmente classificabile
Potrebbe essere un agrumato-cyberspaziale?
Dite di no?
Beh allora vi sfido a darne una descrizione migliore.
Io l'avrò indossato venti volte e ancora non ci ho capito un'acca. Non succede spesso che qualcosa mi spiazzi così (e si faccia indossare venti volte!).
Se questa fosse proprio l'idea che Aurora aveva in mente di far comporre non saprei dirlo, ma questo profumo ha una personalità molto, molto forte (con una durata e un'intensità più che soddisfacenti).

ps 
La sfida è reale e chi la vince -a mio insindacabile giudizio, ovviamente- riceverà una sorpresa firmata Uermì, quindi vi invito a commentare questo post con le vostre descrizioni di questo profumo!

New from Uermì: Or+Ange (by Cecile Zarokian) 2/2

Or + Ange by Uermì is a scent I liked a lot.
It's a strangely warm and slightly gourmand citrus fragrance, quite intriguing and not easily labelled, that I wore with curiosity. I spray it, and cannot help but keep smelling it, without understanding what kind of creature this was.
A modern Cologne?
A particularly intense citrusy fragrance?
A musky scent with citrus notes?
A gourmand scent with tons of musks?
Boh!
In any case, as soon as you wear it, you feel something simple and reassuring, almost childish, which deceives you making you think you understood it... after one hour, you realize there's a strong idea behind this scent, and a lot more happening in it. In addition to the natural feel of citrus fruits and of bright musks, Or+Ange festures a plasticized quality, artificial as a rubber doll, which takes the idea of classical Cologne and projects it to a different direction, uneasy to classify.
Could it be a cyberspace citrus?
You say no?
Well then I challenge you to give a better description.
I have worn it twenty or so times and yet I do not understand one iota more. It's not a common expereince, for me, something putting me off like this.

I do not know if this was just the idea that Aurora had in mind, but this perfume shows a very, very strong personality (with more than satisfactory longevity and intensity).

18 gennaio 2017

New from Uermì: Or+Ange by Cecile Zarokian


For their "Uermì" line, the duo of founders, Aurora-Palmiro had asked talented Cécile Zarokian a warm and modern citrusy fragrance. Not a classic Cologne, all clean and sparkling freshness without any depth, but a real citrus scent with a roundness, an immediately perceptible modernity. And above all, different from all the others.
"Do you know how difficult it is to transfer an emotion?" - Aurora asks me during a cocktail party, at last edition of Pitti Fragranze - "I am aware of being a demanding customer who asks much to those who make my Uermì scents, but I have to say nobody ever came up with the exact scent I had in mind when I gave the brief. Yet I work with the brightest and most creative authors around!"
How do you explain this?
"Well, the fact is that you can force yourself to pass clearly the idea you have in mind, and on the other hand, the composers will do their best to get inside your vision and make it into a scent, but it always remains the vision of a single individual and therefore is linked to their subjective imagination, built through a lifetime of emotions, situations, memories ... ".
Passing a vision to another individual, expecting they will get the intensity and the meaning it has for you is almost impossible. It's something that belongs to you, to your sensibility, you can't say if the words you are using to explain it will cause to others the same emotion with the same power.
For this reason sometimes I completely neglect the novels behind the fragrances I review and I focus on the "juice" and that's it. I just think that the idea should be just an excuse to get there to compose, or to call a composer and tell him/her to get to work, guiding them to your idea. If the fragrance is good, that even without any history behind it it will stand on its legs. If the fragrance is unworthy, no story will improve it.


Tomorrow I'll post the description of Or + Ange by Uermì.

Or + Ange (Cecile Zarokian per Uermì) 1/2

Per la loro linea "Uermì" il duo Palmiro-Aurora aveva chiesto alla talentuosa Cecile Zarokian un profumo agrumato caldo e moderno. Non una colonia classica, tutta pulizia e freschezza scintillante senza profondità, ma proprio un profumo agrumato con un corpo, una rotondità, una modernità immediatamente percepibili. E soprattutto, diverso da tutti gli altri.
"Ma sai che è difficilissimo trasferire un'emozione?”-mi racconta Aurora- "Mi rendo conto di essere un cliente esigente e di chiedere tanto a chi compone i profumi della mia linea, però devo dire che non mi sono mai ritrovata in mano il profumo esatto che mi ero immaginato. Eppure lavoro con gli autori più brillanti e creativi in circolazione!
Come te lo spieghi?
Eh, il fatto è che tu puoi sforzarti di passare bene l'idea che hai in mente, e dall'altra parte il compositore farà del suo meglio per entrare dentro la tua idea e renderla olfattivamente, ma rimane sempre la visione di una persona ed è legata al suo immaginario soggettivo, costruito attraverso una vita intera di emozioni, situazioni, ricordi…".
Bella riflessione. 
Perché anche se hai in mente una visione che per te è molto forte e che ti emoziona parecchio (quel filo d'erba inzuppato dalle fredde piogge nordiche un mattino di novembre pieno di malinconia e musiche celtiche in sottofondo), passarla ad altri e far loro comprendere l'intensità e il significato che ha per te è quasi impossibile. E' qualcosa che appartiene a te, alla tua sensibilità, non è detto che ad altri arrivi la stessa emozione con la stessa potenza.
Per questo motivo a volte sorvolo completamente su tutto il romanzo che sta dietro alle fragranze e mi concentro sul "succo" e basta. Non sono arida, semplicemente penso che l'idea debba essere solo un pretesto per mettersi lì a comporre, o per chiamare un compositore e dirgli di mettersi al lavoro, guidandolo verso quell'idea o quell'altra. Se la fragranza vale, vale anche senza nessuna storia dietro. Se invece la fragranza non vale un granchè, non c'è storia che tenga.
Ora però basta divagare. Domani segue post con descrizione Or+Ange di Uermì.

10 gennaio 2017

New: YVRA1958 Cologne

Sheer pleasure.
I can not think of a better way to describe Yvra1958 Cologne. Sheer pleasure. Which, talking about a Cologne, it is not such an obvious definition.
Yvo Van Altena Rentgeren (ie Yvra, website here) is a Dutch journalist in his fifties; educated, brilliant and naturally charming. I met him during last Pitti Fragranze and we chatted a bit. He told me how passion for perfume has transformed him into a brand owner, and how difficult and fun it has been creating his first scent, the YVRA1958 Cologne.
Lemon, neroli, petit grain, pepper, cardamom, ginger, perhaps an aromatic note, patchouli, cedarwood, tonka bean and white musks build a Cologne at the same time classical (citrus fruits and orange blossom) and modern (the musks).
Cold spices add charisma, woods bring elegance and tonka bean gives a sophisticated and eccentric touch (as eccentric a Cologne can be). Cardamom is the pivot around which the scent is built: its dry and bright freshness binds bitter citrus, other spices and woods. The result is a sheer pleasure of light and freshness, and I would repeat endlessly because when I have it on I can't stop sniffing and smiling. An immaculate fragrance, bright and transparent like a skyscraper silhouetted against bright blue skies. Simple as only perfect things can be, linear and tinsel, suitable for men and women alike and at all hours of the day. I'd like to smell more often Cologne of this caliber!

Do yourself a favor: go and try it.

Pastelli a cera - la mia Madeleine


Ieri mi è capitata tra le mani una scatola da 24 pastelli colorati a cera. L'ho aperta e ho iniziato ad estrarli per guardarne i colori, e mentre li maneggiavo, il loro odore si è diffuso nella stanza… e mi ha emozionata fin nelle budella. 
Io non ho molta familiarità col disegno e credo di non aver più preso in mano dei pastelli a cera dalle elementari o giù di lì. Quell'odore lì è molto particolare… ceroso, appunto, ed averlo risentito mi ha materializzato un mondo di sensazioni ed emozioni di quando ero una bambina, che erano rimaste chiuse dentro di me e che non sapevo più di avere... che bello! 
Mi sono coccolata questa cosa tutta la giornata. 
A voi è mai successo qualcosa di simile?

Wax crayons - my Madeleine

Yesterday I found at home a box of 24 wax crayons I knew nothing of; so I opened it and startedt sorting them out to watch the colors, and while I was handling them, the typical smell spread in the room and... I got so moved I nearly cried. 
I'm not very familiar with drawing so I've never used crayons again from primary school or so. That very peculiar smell materialized a world of sensations and emotions which were locked somewhere inside of me; I was a child again, for a moment.

It's been so nice! 
I've been cuddling this thing all day.  
Has  something similar ever happened to you?